Trancio di salmone con purè viola e pomodorini

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Eccoci qui a confrontarci con un classico pesce, buono in tutti i modi, nutriente, goloso.

Oggi mi sono dotato del mio trancetto di filetto di salmone. L’ho sciaquato sotto l’acqua corrente, l’ho asciugato con della carta assorbente. Ho tolto le spine con una pinzetta (potete verificare se ne sono rimaste passando con il palmo della mano la carne del pesce).

Ho girato il trancio e ho praticato alcune incisioni nella pelle del salmone, tenendola ttesa come se dovessi darle un pizzicotto. Nelle incisioni ho messo del sale.

Nel frattempo, ho messo sul fuoco una padella con abbondante acqua salata e 250 g di patate viola (le nostre vitelotte). Una volta lesssate, le ho schiacciate con lo schiacciapatate, ho aggiunto un mezzo bicchiere di latte e 20 g di burro. Messo sul fuoco il tutto, ho amalgamato per bene, fino a ottenere il purè.

A quel punto, nel forno preriscaldato a 220 °C, ho steso sulla placca un grappolo di datterini.

Ok, adesso possiamo partire con la cottura del salmone.

Ho preso una padella con il fondo antiaderente, l’ho unta per bene e l’ho fatta scaldare. A quel punto, ho appoggiato aiutandomi con una paletta il pesce dalla parte della pelle nell’olio bollente. Ora, non chiedetemi quanto deve cucinare. Si vede a occhio. È facile: osservando il filetto di salmone sul lato si vedrà quando sarà arrivato a tre quarti della cottura. Solo allora andrà girato (mi raccomando: si gira una volta sola!). Abbiate l’accortezza di farlo finire di cucinare sull’altro lato per un paio di minuti, tenendo la padella inclinata e la parte più alta del filetto a contatto con il bordo della padella: questo perché – come forse appare ovvio – è la parte più alta e che necessita di maggior calore.

Ok, a quel punto il salmone è pronto. Spegnete il fuoco e giratelo con la pelle a contatto con la padella ancora calda.

Cominciate a preparare il piatto. Un po’ di purè viola al centro, il grappolo di datterini da una parte e a quel punto poggiate il salmone sopra il purè.

Un filo di olio a condire e una spruzzata di fior di sale sui datterini.

Buono, semplice e nutriente🙂

Passiamo alla canzone. Qualche tempo fa, ho avuto l’occasione di conoscere per email un simpatico ragazzo greco, che vive a Milano. Ci siamo scambiati della corrispondenza e lui mi ha fatto conoscere la sua produzione musicale. Il suo nome d’arte è Larry Gus. Io vi propongo il disco «24 Beats (July ’11)». I brani sono singolarmente piuttosto brevi, per cui forse è meglio apprezzare il lavoro nel suo complesso.

Buon ascolto!

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