Pollo alla cacciatora con patate in umido e fagiolini

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Non c’è nulla di più buono che le cose semplici. Una piccola regola, che conviene tener sempre presente. Chi l’ha detto, per esempio, che il pollo è una carne poco degna, poiché povera?
In primo luogo costa poco. Poi è salutare, in quanto poco grassa. Certo, scegliete al meglio. Magari spendete 1 euro in più, ma prendete un pollo che provenga da allevamenti non intensivi. Le carni ne risentiranno in modo positivo.
Veniamo alla ricetta.
Questi fagiolini che ho usato, come già vi avevo detto in una recente ricetta, sono particolari per forma, lunghezza e anche perché non hanno il «filo».
Per i fagiolini abbiamo già detto: bolliti in acqua salata per circa un quarto d’ora. Comunque, assaggiateli per verificare cottura e salatura.
Le patate, tagliate a dadi grossi, le ho cotte direttamente in un sugo di pomodoro. A questo, ho aggiunto un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia e una di alloro. Ho tenuto il sugo allungato con un po’ di brodo per gran parte della cottura. Quando le patate hanno cominciato a mostrare i primi segni di cottura (una forchetta aiuta!), ho smesso di aggiungere brodo, lasciando così che il sugo si «tirasse» bene.
Il pollo, tagliato a quarti, l’ho messo in una padella larga, precedente ben unta con olio e burro e molto calda. Ho aggiunto rosmarino, salvia, alloro e qualche bacca di ginepro schiacciata.
I pezzi di pollo li ho in precedenza cosparsi di sale.
In padella, li ho rosolati per bene su tutti i lati. Poi ho messo tutto in forno a 180 °C per circa mezz’ora. Tolto dal forno, servito con i due contorni e un cucchiaio del sugo della carne.
Ottimo e leggero!

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Veniamo come di consueto alla musica. Mentre scrivevo questo post, mi stavo ascoltando gli Spectrals. In realtà, è lo pseudonimo di un simpatico ragazzotto dai capelli rossi proveniente dal nord dell’Inghilterra, meglio noto come L (all’anagrafe Louis Jones). Nonostante il nome che ha scelto per proporre la sua musica, non aspettatevi nulla di “spettrale”. In realtà, il suo sound si avvicina più a quello di Lloyd Cole o degli Smiths, tanto per citare qualche esempio noto. Morbido nelle note, gradevole e non banale. Chissà se sta scrivendo ancora della musica: da un anno è sparito dal mio radar…

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