I ravioli ripieni di funghi con salmone e pecorino siciliano

dopo un bel po’ di tempo, torno con un post. Nonostante abbia da far panini tutta la settimana, la domenica non perdo la voglia di cucinare. Oggi ho fatto questi ravioli.



Si tratta di pasta all’uovo ripiena di un composto che ho preparato così. Tagliati dei funghii champignon, li ho fatti cucinare con olio e un pizzico di sale e pepe. A parte ho brasato uno scalogno. Inoltre, sempre a parte ho bollito una patata  in acqua salata. Ho tritato quattro-cinque fili di erba cipollina e un mezzo rametto di dragoncello.

Messo tutto nel mixer, ho ridotto tutto in poltiglia. Ed ecco il ripieno bello e fatto.

Tagliato del salmone affumicato a fettine, ho scottato queste in padella. Cotti i ravioli in acqua bollente e ben scolati, li ho messi nel piatto, ho aggiunto cinque fettine di limone, aggiunto una mangiata di pecorino al pepe nero siciliano grattugiato a strisce larghe e finito con del burro fuso. Ho guarnito anche con dell’erba cipollina tritata.

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Brisa, Parmigiano e cavolo cappuccio

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La brisa non la concepisco in nessun altro modo. Il porcino, fungo delizioso e alquanto delicato, secondo me può essere mangiato solo crudo. Con moderazione, anche perché – è noto – tutti i funghi, se non cucinati, portano con sé un’alta carica tossica. È visto che noi ai nostri reni ci teniamo… Ovvio, comunque, che ce ne vogliono di brise per farvi stare male!
Ma torniamo al nostro antipasto. Più di stagione di così si muore ( vabbe’, umorismo che non vale una cicca…).
Intanto, andate al mercato e procuratevi un paio di etti di porcini. Basteranno per due persone (e sono abbondanti). Per la pulizia e altre informazioni, fatevi consigliare da chi vi vende qualcosa. Il più delle volte, oltre l’aspetto commerciale, c’è anche da parte loro grande conoscenza e amore per quello che fanno. Non siamo nati per prendere tutto da uno scaffale e basta. Questi piccoli commercianti saranno contenti di condividere con voi le loro conoscenze (tempo permettendo).
Torniamo (e due!) al nostro antipasto.
Prese le brise e pulite dai residui di terra, affettatele sottilmente. Ci sono vari modi. Con l’attrezzo che si usa per i tartufi, per esempio. Ma anche con quel l’oggetto che c’è in tutte le case, usato per affettare sottilmente verdure, patate, ecc. Fate con cautela, mi raccomando, e occhio alle dita!
Prendete del cavolo cappuccio e affettatelo con il coltello o con lo stesso strumento di prima. Quantità a piacere. Prendete ancora lo stesso strumento o uno sbucciapatate e tagliate da un pezzo di Parmigiano Reggiano delle scaglie di formaggio. Quattro o cinque a testa sono più che sufficienti.
Fate una leggera vinagrette con un terzo di aceto di mele, due terzi di olio di oliva, sale e condite il cavolo affettato. Aggiungete un cucchiaio di semi di cumino e mescolate bene. Mettete nel piatto le scaglie di porcino, quelle di grana e al centro un pugnetto di cavolo cappuccio. Spolverata di pepe nero e il gioco è fatto.
Non è che la variazione di un antipasto che si trova spesso, soprattutto dalle nostre parti. Ma non capisco perché nessuno che io abbia visto usa il cavolo, verdura così tipica del nostro territorio. Stranezze incomprensibili!

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Nel mio Soundcloud, ieri ho trovato la nuova raccolta dell’etichetta francese Kitsuné: siamo al numero 14 e al decimo anniversario. Buon compleanno, Kitsuné! Qua sotto per ascoltarlo e qui potete comprare la raccolta direttamente dal loro web shop.

Le frittelle alle zucchine

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Qualche tempo fa, aggiustando una ricetta molto americana che ho trovato in rete, ho prodotto queste frittelle alle zucchine. Si tratta di un ottimo antipasto, leggero quanto basta, anche se dagli ingredienti magari non si direbbe.
In ogni caso, cominciamo con le dosi per 12 frittelle, 3 a persona.
2 o 3 zucchine grattugiate
60 g di formaggio grattugiato (io faccio metà Parmigiano e metà pecorino)
60 g di farina
3 uova
Mezza cipolla tritata fine
Prezzemolo tritato
Sale
Pepe
Olio extravergine d’oliva

Questa versione è un po’ più italianizzata in confronto a quella americana, che contiene cipolla, cipollotti e aglio. Francamente un po’ troppo…

Le operazioni per preparare le frittelle sono estremamente semplici.
Grattugiate le zucchine con la parte larga della grattugia. Aggiungete la cipolla e il prezzemolo tritati. Grattugiate Parmigiano e pecorino e aggiungete all’impasto insieme alla farina e alle uova. Mescolate il tutto amalgamando per bene. Lasciate riposare per mezz’ora. Aggiustate di sale e di pepe.
Ungete una padella larga e accendete il fuoco vivace. Quando sarà ben calda, versate un cucchiaio grande di composto nella padella. Aiutandovi con una paletta, schiacciate il composto in modo che diventi alto non più di mezzo centimetro e possibilmente circolare.
Cucinate per circa 3 o 4 minuti per lato, finché saranno ben dorate su entrambi i lati.
Poggiatele in un piatto con carta assorbente, per asciugare l’eccesso di olio.
Servitele ancora calde. Saranno apprezzate dai vostri amici!

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Dimenticavo la musica: ecco un bel mixtape che mi è arrivato oggi via email dall’etichetta Sexbeat, realizzato in occasione del prossimo Radfest, che si svolgerà il 19 agosto a Londra.

Qualche info in più per chi fosse interessato:

RADFEST FULL MIXTAPE

Following the announcement of the final acts set to perform at this year’s RADFEST, SEXBEAT and Nudie Jeans Co have compiled a mixtape with some of our favourite tracks from all 15 bands on show. The mixtape will be available for FREE on strictly limited edition coloured cassette for the first 500 advance ticket holders to arrive at the event on Sunday 19 August.

The festival will be held in a secret warehouse complex in Hackney, across three stages with a market including Poster Roast poster exhibition, Kristina Records pop up store, Zine Swap clothes and food stalls as well as outdoor courtyard. Location to be announced via sexbeatlondon.com

Line-Up:
VERONICA FALLS, TRASH TALK, CEREMONY, JACUZZI BOYS, DIIV, FIDLAR, MARIA MINERVA,
EAGULLS, VIRALS, SSS, GABRIEL BRUCE, HOLOGRAMS,
FEAR OF MEN, HALLS, THRONE.

Sunday August 19th | Secret Warehouse Complex, Hackney | 2PM-12AM

… e visto che ci sono, ci aggiungo il nuovo pezzo dei Blur. Damon Albarn che scrive, canta e suona è sempre un momento da celebrare!

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CITTADINO IMPERFETTO

I muffins sono dei tipici e soffici dolcetti americani (esiste anche la versione inglese con il lievito naturale), molto simili al plum cake che cuociono nelle apposite teglie e pirottini (al giorno d’oggi sostituiti dalle teglie in silicone).

Stufo di mangiare a colazione la “solita” brioche industriale ho cercato in rete qualche ricetta sfiziosa constatando che esistono innumerevoli varianti (con frutta, cioccolato, ecc…) della ricetta base che propongo di seguito e che personalmente ho assaggiato.

Ingredienti per 12-14 muffins

  • Burro
    180 gr
  • Farina bianca 00
    380 gr
  • Latte intero
    250 ml
  • Lievito chimico in polvere
    per dolci 1 bustina
  • Limone
    la buccia grattugiata
  • Bicarbonato
    un pizzico
  • Sale
    un pizzico
  • Uova
    2 intere
  • Vanillina
    1 bustina
  • Zucchero semolato
    200 gr

Procedimento:

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L’arrosto di vitello

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Oggi mi piacerebbe parlarvi di questo mio arrostino di vitello. Si tratta di un piatto leggero, nutriente e di grande soddisfazione per la tavola e i commensali. Certo, il vitello non è la carne più economica che ci sia, ma cerchiamo di fare qualche strappo alle tasche. Anche perché altrimenti ci rimangono solo pollo, tacchino e maiale…

Torniamo al nostro arrosto. Per la parte di vitello, fatevi consigliare dal vostro macellaio. Evitate il girello, molto magro, ma che rischia di diventare stopposo (va bene per il vitello tonnato, ma non per un arrosto); se ricordo bene, questa era una punta di scamone. Bene, legate con lo spago la vostra carne, infilando sotto la legatura un paio di rametti di rosmarino e qualche foglia di salvia. Massaggiate il pezzo con il sale fino. Mettetelo in padella dai bordi un po’ alti per la rosolatura su tutti i lati con burro, olio e un paio di spicchi di aglio. Sfumate con un bicchiere di vino bianco e poi tutto in forno con delle patate tagliate a tocchi e qualche bicchiere di brodo vegetale.

Cuocete a 180 °C per circa 45 minuti, fino a quando avrà raggiunto la temperatura al cuore di circa 70 °. Per misurare la temperatura, esistono in commercio degli ottimi e pratici termometri per alimenti. Ve la caverete con meno di 15 euro.

Ok, terminata la cottura, tagliate lo spago e lasciate la carne a raffreddare e a riposare in un piatto.

Nel frattempo, innanzitutto filtrate il sughetto rimasto in padella (dopo aver tolto le patate). Lo userete per condire sopra il piatto. Prendete degli asparagi verdi (3 a testa) e tenete solo le punte. Pelateli e metteteli in una padella con del burro a cucinare per circa 10 minuti. Al termine, aggiustate di sale.

Prendete delle carote, pelatele e mettetele in una pentola con acqua bollente salata. Aggiungete un cucchiaio di olio, dei rametti di timo e un cucchiaino di zucchero. Dopo 20 minuti le carote sono pronte e caramellate.

Ora potete servire, mettendo nel piatto qualcuna delle patate, un paio di fette di arrosto dello spessore di mezzo centimetro, una carota e i 3 asparagi. Versate sopra un po’ del sughetto dell’arrosto.

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Ok, e ora la musica. Qui, la canzone «Sleeping Ute» dei Grizzly Bear, tratta dall’imminente nuovo album.

Il brano è proposto dalla loro casa discografica attraverso un video, anche se non ci sono immagini se non il frame con il nome del gruppo… Mah! In ogni caso, grandissimo pezzo!

Salsiccia di Bra con la mia peperonata

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Innanzitutto, un grazie di cuore al mio amico Nicola, che dalla Repubblica Ceca mi ha inviato questa nuova testata, oltre a darmi qualche consiglio di grafica. Cercherò di stare attento alle sue indicazioni 🙂
Per la ricetta, come potrete capire si tratta di un altro utilizzo di quella prelibatezza, nota come salsiccia di Bra.
Nel caso in ispecie, abbiamo preso la salsiccia ( nota bene: la salsiccia di Bra si presenta all’acquisto come una lunga spirale di circa un metro, direi a occhio), l’abbiamo tagliata a tocchi di circa 10 cm e l’abbiamo messa a cucinare in padella con un filo d’olio. Dopo che si è ben bene rosolata, abbiamo aggiunto un bicchiere di vino bianco. Leggermente sfumata la parte alcolica, abbiamo messo la padella in forno per circa 20 minuti. Abbiamo aggiunto del rodo vegetale, ne caso il fondo si asciugasse troppo.
A parte, abbiamo tagliato prima a coste e poi a rettangoli 3 peperoni (1 giallo, 1 rosso e 1 verde), abbiamo tagliato a pezzi 4 pomodori rossi freschi e abbiamo tagliato sottile mezza cipolla. Abbiamo messo in una padella con un po’ d’olio due spicchi d’aglio a rosolare con la cipolla. Appena dorati,abbiamo aggiunto 2 alici di quelle sott’olio e fatte sciogliere a fuoco bassissimo.
Abbiamo aggiunto i peperoni e coperto con acqua. Messo il coperchio (io uso di solito l’alluminio, perché copre ma non del tutto, lasciando anche evaporare la parte liquida), abbiamo fatto andare per circa 1 ora e mezza, mescolando di tanto in tanto. Aggiustato di sale, evaporata quasi tutta la parte liquida, ecco la nostra peperonata.
L’abbiamo unita ai pezzi di salsiccia, un giro d’olio e una punta di rosmarino. Il vostro piatto è servito!

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Per la musica, ecco qua cosa vi regalo. Non ne parlo, non commento, vi lascio scaricare gratuitamente e senza infrangere alcuna regola. Mix deliziosi!!!

Il risotto alla salsiccia di Bra

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È un po’ il riso alla pilota di mantovana tradizione. Ma un po’ no. Anzi, forse del riso alla pilota mantiene solo una certa vaga assonanza e somiglianza estetica. Qui trattasi di vero e proprio risotto nella cottura, con l’aggiunta della salsiccia di Bra sbriciolata e leggermente scottata nella pentola in cui è stata soffritta la cipolla e aggiunto poi il riso per la tostatura. Del risotto abbiamo più volte discusso. quindi, non servirà ripetere dei motivi per cui va fatta una perfetta tostatura dei chicchi. Ecco, va detto magari che il riso alla pilota prevede la cottura del riso in acqua, mentre la salsiccia (la salamella, nella tradizione) va fatta soffriggere in poco burro. Diciamo, piuttosto, che la salsiccia di Bra essendo realizzata con carne di manzo e grasso di maiale è sicuramente più delicata della salamella. Per non sovrastarne l’aroma con il condimento, mi sono limitato a un goccio d’olio che accompagna anche il soffritto di poca cipolla. Sfumato poi nel solito bianco. Ecco, il risotto alla salsiccia di Bra è un risotto con una squisitezza (la salsiccia di Bra, appunto), che non aspira a essere un quasi risotto alla pilota, ma si propone per un risotto nuovo e grazioso nei sapori.

La salsiccia di Bra, che viene prevalentemente mangiata cruda, è un insaccato di estrema delicatezza, per cui, se si vuole rispettarne il sapore, meglio usare nella cottura del risotto un brodo vegetale non troppo forte.

Alla fine, nella mantecatura, un pezzetto di burro e un po’ di Parmigiano grattugiato.

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Music now, for the future!

La Stroll On Records pubblica sul suo Soundcloud un bel mix per l’estate. Ascoltatevelo clap your hands, stamp your feet and shake your booty!