Tagliatelle allo zafferano con cime di rapa

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CRi miei, non si finisce mai di provare, di fare modifiche, di cercare risultati insperati. Ed ecco che, tanto per inventarsi qualcosa, ho deciso di fare la tradizionale pasta con le cime di rapa secondo la mia versione modificata. Innanzitutto in questo modo si accentua il sapore della pasta, l’effetto cromatico perde il classico verde, bianco e rosso (ogni tanto varrebbe la pena farci caso che la pasta nelle sue diverse preparazioni, vira sempre sul tricolore…) per acquistare il giallo acceso. Sempre il giallo del sole, del calore, della vita.
Vabbe’, oltre la poesia ripetiamo come fare la pasta. Le dosi sono per 2 persone, quindi regolate i con i multipli. Prendete 100 g di farina 0, 40 g di acqua tiepida, un pizzico di sale e via a impastare. In questo caso, nell’acqua tiepida avrete sciolto 5/6 stami di zafferano. Impastate bene, ottenete la vostra bella palla di pasta liscia e lasciatela riposare una decina di minuti.
Poi, per coloro che non volessero provare a tirare la pasta a mano, c’è sempre l’amica macchinetta Imperia. Quindi, tirare la pasta e tagliarla a tagliatella.
In una pentola con abbondante acqua salata, mettete a bollire le cime di rapa (ci sono le prime, proprio ora), dopo aver tolto i gambi più coriacei. Quando sono lessate, toglietele, tenendo però l’acqua di cottura.
In una padella, fate soffriggere uno spicchio d’aglio con un po’ d’olio. Quando sarà ben caldo, unite 3 filetti d’acciuga, spegnete e fateli sciogliere nella padella. Aggiungete del peperoncino e le cime di rapa. Quando la pasta sarà pronta, gettatela in padella con un po’ di acqua di cottura. Saltate le tagliatelle e servitele.
Vedrete che bellezza le tagliatelle gialle zafferano, con quel gusto inconfondibile, mescolato alla prepotenza delle cime di rapa!

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Per la musica, ecco l’ultima proposta di The Sweets Sound Of Nothing. Si tratta di Sam Flax, un artista americano di cui so veramente poco, ma che musicalmente mi attizza un bel po’ 🙂

Ascoltatevelo e comprate i dischi!

I miei grissini alle olive

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Dato l’affetto sconsiderato che nutro per il pane, mi sono da tempo dedicato ai grissini, forma nobile dell’antica arte dell’elaborazione della farina.

Questa è una versione semplificata rispetto a quella pubblicata qualche tempo fa. L’esito è altrettanto ottimo.

In 160 g di acqua tiepida, mettiamo 40 g di strutto, 12 g di lievito di birra, 10 g di malto in polvere e 9 g di sale. Mescoliamo bene, cercando di far sciogliere il tutto ( con un mixer impastatore viene alla perfezione). Aggiungiamo un po’ alla volta la farina. Lavoriamola per almeno 10|15 minuti, finché avremo ottenuto una palla liscia, morbida e uniforme. Mettiamola a riposare sotto uno straccio umido per 20 minuti.

Dopo questo periodo, l’impasto avrà raddoppiato il suo volume. Lavoriamola, dandole qualche colpo energico con la punta delle dita e aprendola sul tagliere di legno o sul tavolo di lavoro.

Unite all’impasto un pugno di olive taggiasche, precedentemente asciugate dall’olio di condimento e tritate finemente. Lavorate bene la pasta, affinché le olive si amalgamino perfettamente.  Stendete l’impasto, dandogli una forma rettangolare. Ricoprite con il panno umido e lasciate lievitare per un’ora.

Dopo mezz’ora, accendete il forno al massimo, in posizione ventilata. Sarà a temperatura alla fine della lievitazione.

Dopo l’ora, togliete il canovaccio e avrete il vostro impasto perfetto. Tagliate con una lama più lunga dell’impasto stesso dei bastoncini che diventeranno una volta cotti i grissini. Attenzione: con la lama (liscia, non seghettata!) pigiate senza trascinarla avanti e indietro, perché vi romperebbe l’impasto.

Ogni pezzo di pasta avrà la larghezza e l’altezza di 1 cm e la lunghezza attorno ai 25 cm. Provvedete a dare una forma il più regolare possibile ai pezzi di impasto, per favorire una cottura uniforme. Tirateli dal centro verso l’esterno delicatamente con i polpastrelli delle due mani dal centro verso gli estremi. Si allungheranno quanto basta per diventare come la vostra placca da forno. Anzi, visto che ci siamo, prendete la placca, ungetela appena con un filo d’olio e appoggiate sopra i grissini. Mettete in forno a 230 °C per 10|11 minuti (qui dipende dal vostro forno).

A cottura ultimata, avrete degli stupendi grissini alle olive 🙂

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Dopo il cibo, ecco la musica. No, scusate, ma se non guardate questo video, non seguitemi più. È favoloso! È il nuovo video dei Black Keys, intitolato «Gold on the Ceiling», diretto da Harmony Korine. Girato in finto VHS, con tanto di freeze e di stop dovuto a finto deterioramento del nastro… Eccezionale. E la canzone non è da meno, ovviamente. Ma chi segue i Black Keys già lo sa.

Tagliatelle bianche con sugo rosso di spigola

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Here we are! Eccoci qua, dunque, dopo il fine settimana, a pubblicare un piccolo piatto gustoso e semplice.
Innanzitutto, prendete un branzino, o spigola che dir si voglia, e sfilettatelo. Per farlo bene, senza buttare via pesce, ci vuole mano, pratica e qualcuno che ve lo spieghi. Io ho imparato dai giapponesi su Youtube, quando sfilettano i pesci per il sushi 🙂 Poi, mi sono cimentato da solo. Un po’ alla volta, pesce dopo pesce, si acquista una discreta manualità. Bene, togliete le spine dalla carne, togliete la pelle (si fa andando con la lama di un coltello piatta tra carni e pelle, dalla coda verso la testa. Io credo che il vostro pescivendolo vi potrà comunque aiutare.
Fatto questo, tagliate prima a metà e poi a dadi i filetti. In una padella mettete a soffriggere del burro. Aggiungete i dadi di spigola e, appena soffrigge, fateli scottare appena. Aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco. Fate sfumare. Cucinate due minuti e il pesce è pronto.
Intanto, avrete preparato la più classica delle salse di pomodoro. Senza aggiunta di nulla. Solo un po’ di olio e un aglio a soffriggere e poi i pomodori (ai quali avrete tolto la pelle). Al termine, aggiustate la salsa di sale e di zucchero per correggere l’acidità.
Fate la pasta per le tagliatelle secondo la ricetta dei tonnarelli. Lasciatela un po’ grossa e tagliatela a coltello un po’ larga, a vostro piacimento. La tagliatelle saranno subito pronte.
Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua salata. Toglietele dopo 5 minuti. Versatele in una padella ampia, in cui avrete scaldato un filo di olio. Aggiungete il sugo di pomodoro e il pesce. Mescolate con delicatezza per non sbriciolare i filetti di spigola.
Servite con un filo di olio a crudo.

Passiamo alla musica. Io ho una predilezione per questa piccola etichette inglese. Si chiama Double Denim Records. Il gusto che ha nello scegliere i gruppi da pubblicare incontra quasi al 100 per cento i miei gusti. Ecco un buon motivo per proporvi questo brano degli Amateur Best, «Be Happy»: un titolo che suona anche come un augurio per tutti voi 🙂