Spaghi con il piccolo ragù bianco

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Così, tanto per ingannare il tempo, e anche per mettere qualcosa sotto i denti, mi sono fatto un piccolo ragù. Semplice semplice, con una note dolce piuttosto marcata.
Complice è stato un piccolo ritaglio da un filetto di maiale. E siccome non si butta via mai niente, ho pensato di usare questi 60/80 g di carne per fare questo condimento.
Innanzi tutto, ho preso un gambo di sedano e mezza carota. Tritati grossolanamente, li ho messi a soffriggere in padella con un poco di olio e un mezzo cucchiaio di burro. Appena dorati, ho aggiunto la carne tagliata a dadini. L’ho fatta rosolare bene, poi ho aggiunto un bicchiere di vino bianco secco. Asciugato, ho continuato la cottura per circa mezz’ora aggiungendo brodo vegetale. Verso la fine, ho unito un cucchiaio di pinoli, mezzo cucchiaio di uvetta, una grattata di buccia di arancia.
Pronti gli spaghi, ho unito con il ragù. E il gioco era fatto. A dire il vero, mi sarebbe piaciuto di più usare dei pettini all’uovo, ma non li avevo e non avevo neanche voglia di farli. D’altronde, se il sugo è buono, la pasta è meno importante 🙂 (E si fa di necessità virtù).
Per chi lo ama, non starebbe male una punta di peperoncino.

PS: alla fine del mese, appuntamento a Torino con il Salone del gusto. Per chi non potrà esserci, vedrò di fare un resoconto degno.

 

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Per la musica, diciamo solo questo. Sto aspettando con la bava alla bocca l’arrivo dalla Sub Pop del nuovo EP delle Dum Dum Girls, «End Of Daze».

Per ora, beccatevi il brano di apertura: «Mine Tonight». Sesso puro!

L’arrosto di vitello

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Oggi mi piacerebbe parlarvi di questo mio arrostino di vitello. Si tratta di un piatto leggero, nutriente e di grande soddisfazione per la tavola e i commensali. Certo, il vitello non è la carne più economica che ci sia, ma cerchiamo di fare qualche strappo alle tasche. Anche perché altrimenti ci rimangono solo pollo, tacchino e maiale…

Torniamo al nostro arrosto. Per la parte di vitello, fatevi consigliare dal vostro macellaio. Evitate il girello, molto magro, ma che rischia di diventare stopposo (va bene per il vitello tonnato, ma non per un arrosto); se ricordo bene, questa era una punta di scamone. Bene, legate con lo spago la vostra carne, infilando sotto la legatura un paio di rametti di rosmarino e qualche foglia di salvia. Massaggiate il pezzo con il sale fino. Mettetelo in padella dai bordi un po’ alti per la rosolatura su tutti i lati con burro, olio e un paio di spicchi di aglio. Sfumate con un bicchiere di vino bianco e poi tutto in forno con delle patate tagliate a tocchi e qualche bicchiere di brodo vegetale.

Cuocete a 180 °C per circa 45 minuti, fino a quando avrà raggiunto la temperatura al cuore di circa 70 °. Per misurare la temperatura, esistono in commercio degli ottimi e pratici termometri per alimenti. Ve la caverete con meno di 15 euro.

Ok, terminata la cottura, tagliate lo spago e lasciate la carne a raffreddare e a riposare in un piatto.

Nel frattempo, innanzitutto filtrate il sughetto rimasto in padella (dopo aver tolto le patate). Lo userete per condire sopra il piatto. Prendete degli asparagi verdi (3 a testa) e tenete solo le punte. Pelateli e metteteli in una padella con del burro a cucinare per circa 10 minuti. Al termine, aggiustate di sale.

Prendete delle carote, pelatele e mettetele in una pentola con acqua bollente salata. Aggiungete un cucchiaio di olio, dei rametti di timo e un cucchiaino di zucchero. Dopo 20 minuti le carote sono pronte e caramellate.

Ora potete servire, mettendo nel piatto qualcuna delle patate, un paio di fette di arrosto dello spessore di mezzo centimetro, una carota e i 3 asparagi. Versate sopra un po’ del sughetto dell’arrosto.

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Ok, e ora la musica. Qui, la canzone «Sleeping Ute» dei Grizzly Bear, tratta dall’imminente nuovo album.

Il brano è proposto dalla loro casa discografica attraverso un video, anche se non ci sono immagini se non il frame con il nome del gruppo… Mah! In ogni caso, grandissimo pezzo!

Crema di carote (v.01 e v.02)

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Siamo nella normalità, ma anche la normalità fa bene. Soprattutto quando fuori soffia il vento, scoppia la bufera, la terra trema e – insomma – pare proprio che di normale non ci sia un granché.
Ergo, anche per fare un po’ di “svuota frigo”, vista l’eccedenza di carote causata da un acquisto doppio, ho pensata questa crema. Per variare, eccone 2 versioni in un colpo solo. Le dosi sono per 4.
Presi 600 g di carote sbucciate, lavate e tagliate a pezzetti. Presa una patata grande vecchia di circa 300 g, pelata, lavata e tagliata a tocchi. Presa una cipolla bianca e tagliata a tocchi. Preso un mazzetto di odori (timo, alloro) legati assieme. Presa ua pentola con un litro e mezzo d’acqua e un po’ di sale grosso (poco, perché si aggiusta dopo) oppure brodo di verdure se ne avete in avanzo. Fatto bollire il tutto per circa mezz’ora (la mezz’ora la conto da quando bolle l’acqua, ovviamente).
Frullato il tutto con il mixer.
Versione 1.
Direttamente nella ciotola con mezzo peperoncino tritato, una spruzzata di curry e un filo di olio.
Versione 2.
Presa mezza cipolla bianca, tritata finemente e messa a soffriggere con un pezzo di burro, un cucchiaino di zucchero e un pizzico di sale. Dovrebbe ammorbidirsi, caramellando, senza diventare bruna.
Aggiunta sopra la crema, precedentemente mescolata con della polvere di cannella.
Ovviamente, questa operazione è stata necessaria per fare le 2 versioni. Nel caso della versione 2 soltanto, la cannella in stecca va messa nella pentola dall’inizio della cottura.
Ed ecco fatte le creme di carote. Facili e salutari.
Ciauz da Stefanauz!

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Per l’appuntamento con la musica, vi propongo un gruppo che mi sta a cuore. Si tratta del duo Eternal Summers, che ora ha aggiunto un bassista, diventando a tutti gli effetti un trio. Il brano che ascoltate qui è «Millions», il singolo che anticipa l’uscita del nuovo album «Correct Behavior» che potete acquistare direttamente dalla Kanine Records.

Filetto di maiale alla Ste

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Ecco un bel secondo di panza e di sostanza. Pochi fronzoli, ché a noi piacciono le cose muscolari.

Prendete un filetto di maiale ben parato (fatelo fare al vostro macellaio se non siete particolarmente abili con i coltelli e i pezzi di carne).

Tagliatelo a pezzi alti circa 3 dita. Avvolgete intorno delle fette di guanciale e annodate con spago da cucina.

Sbucciate delle patate e bollitele in acqua salata. Quando saranno cotte, ripassatele in un padella, in cui metterete del brodo in cui avrete sciolto dello zafferano, con un po’ di burro. Le patate assumeranno così un bellissimo colore giallo e il caratteristico sapore di questa spezia.

Tagliate delle punte di asparagi verdi (7|8 cm) e sbucciatele. Mettetele in una padellina con un po’ di burro e fateli cucinare per una decina di minuti. Aggiustate di sale e pepe bianco.

Prendete delle carote con il ciuffo, se vi piace, e sbucciatele. Fatele cucinare in una padella con acqua ghiacciata al livello delle carote e, quando sarà asciugata quasi del tutto, mettete del burro e finite la cottura. Aggiustate di sale.

Tagliate a fettine sottili un rapanello o un ravanello, che dir vi piaccia.

Componete così il piatto e … buon appetito!

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Passiamo alla musica? ma sì, dai! C’è un gruppo, composto da due sorelle, che si chiama 2:54. Non chiedetemi cosa significhi, perché proprio non lo so. Sono londinesi e sembrano in costante ascesa. Io, modestamente, le avevo scoperte quando avevano fatto il loro primo singolo, un paio di anni fa.

Ecco un brano tratto dal loro ultimo singolo, «Creeping».

Pollo ripieno con prugne, speck e spinaci

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Ok, forse la foto non rende tanto l’idea (l’ha fatta con il cellulare il mio amico Luca e poi me l’ha inviata tramite mms… Quindi, la definizione è bassa), ma il prodotto è valido.

Si tratta di un petto di pollo che ho fatto ripieno con prugne ammollate nel brandy, speck e spinaci al vapore.

Il procedimento è abbastanza semplice. Per 4 persone, si prendono 2 petti di pollo, si aprono a libro e si salano e pepano all’interno. Ogni petto fa 2 parti. Poi si prendono 12 foglie di spinaci (3 per ogni parte di petto) e si cucinano al vapore. Dopodiché si posizionano all’interno del petto di pollo. Si coprono gli spinaci con una fetta di speck e si aggiungono 3 o 4 prugne secche, lasciate ammorbidirre per qualche ora in un bicchiere di brandy.

Si arrotola su sé stesso il mezzo petto, ricavandone un involtino. Si lega bene con lo spago da cucina e si fissano le punte con uno stuzzicadenti. Si avvolge poi nella carta stagnola. Si posiziona in un recipiente di Pyrex e si mette in forno a 180 °C per 15 minuti.

Si toglie dalla stagnola, si tolgono lo spago e gli stuzzicadenti che sigillavano le punte. Si prepara un fondo di soffritto con uno scalogno tritato, un mazzetto di erbette (io ho legato insieme 4 foglie di salvia, un ramo di rosmarino e 2 rametti di timo), un po’ di olio e una noce di burro. Si fa rosolare su tutti i lati il pollo. Si toglie e si taglia ogni mezzo petto in 4 parti.

Io ho aggiunto dei pomodorini confit, una fetta di carota e una di finocchio caramellate, nonché 4 asparagi croccanti al sesamo.

Un secondo squisito e poco costoso, che non guasta.

Per la musica, ieri ho ordinato il nuiovo disco di Monster Rally, appena messo in pre-order dalla Golden Robot Records.Il primo pezzo a disposizione (anche per il download) è «Jaguar». L’uscita del disco è prevista per il 19 giugno 2012.

Breve recensione, che sintetizza bene il suono di Monster Rally: «The perfect soundscape sabbatical from the real world – a lush, chill and beautiful holiday in your ears». Weekly Tape Deck

Costoletta di vitello al Porto con carciofi e carote caramellate

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Piatto robusto, ma più a vederlo che nella sostanza. La carne è vitello, e due verdure… E comunque, con il freddo che tira, un po’ di robustezza gastronomica ci vuole!

Avevo in mano un bel mazzo di carote, quelle con il ciuffo, e i soliti due carciofi sardi. Mi sono detto: facciamo che queste due verdure saranno le accompagnatrici di una bella costoletta!

Detto, fatto. La ricetta è semplice. Si può fare tutto insieme da soli. L’unica cosa è che le padelle, tutte insieme sui fuochi di casa ti impicciano un po’…

Partiamo dalle verdure.

In primo luogo, mettete a bollire dell’acqua salata, in cui – a bollore – metterete le carote pulite e con un pezzetto del loro ciuffo. Dovranno andare circa un quarto d’ora, fino a che si lesseranno, rimanendo però bene al dente. A quel punto, toglietele aiutandovi con una schiumarola, e mettetele in una padella, in cui avrete fatto soffriggere una bella noce di burro. Aggiungete un paio di cucchiaini di miele, per permettere la caramellizzazione (si dirà così?). Fatele girare bene nel condimento, per un paio di minuti.

I carciofi, dopo averli puliti dalle foglie più esterne e avendo cura di tenere il gambo un po’ lungo e sbucciato, tagliateli in quarti. Sul fuoco, mettete una padella antiaderente con un filo di olio e due spicchi d’aglio a soffriggere. Mettete a rosolare i carciofi. Dopo che saranno scottati sui lati, sfumate con un mezzo bicchiere di vino bianco. Dopo di che aggiungete un po’ di brodo vegetale che avrete preparato in precedenza (sempre bollente, mi raccomando!) e versatene fino a metà padella. Coprite con un foglio di stagnola e lasciate andare a fuoco moderato. Girateli di tanto in tanto. Dopo 15 minuti, i carciofi saranno pronti.

Prendete due costolette di vitello, incidetene i bordi (così non si arricciano), salatele bene e infarinatele.

Fate riscaldare bene un’altra padella con olio abbondante. Dopo aver tolto la farina in eccesso dalle costolette (basta sbatterle un po’, come fossero dei fazzoletti…), mettetele a rosolare in padella. 3 minuti da un lato, 2 dall’altro. Aggiungete a quel punto un bicchierino di Porto, tenendo inclinata la padella verso il fuoco, così da far partire la fiammata. Raddrizzate la padella, attendete che la fiamma si sia spenta, abbassate il fuoco e fate continuare la cottura, tenendo bagnato il fondo con un po’ di brodo e anche qui coprendo con un foglio di stagnola. Dopo circa 5 minuti, le costolette saranno pronte. Per aumentare il profumo, potete mettere in padella un ramo di rosmarino e qualche foglia di salvia legati assieme.

Più facile di quel si può pensare, no?

Canzoncina del giorno. C’è un gruppo seminale nel nuovo rock americano, gruppo chiamato Dum Dum Girls. Ho visto queste tre ragazze a Londra, la prima volta, quasi due anni fa, giusto Rick? Poi le ho riviste a Ravenna, nel giugno dello scorso anno, più o meno. In quell’occasione, finita l’ultima canzone del concerto, le DDG hanno pensato bene di lanciarsi di corsa dal palco verso il mare, dove hanno fatto il bagno vestite 🙂 Potevo perdere l’occasione per farmi una foto con una Dee Dee bagnata fradicia? Ovvio che no, così eccomi qua!

La canzone che vi propongo è una cover che le Dum Dum Girls hanno fatto di recente della canzone di The Smiths «There Is A Light That Never Goeas Out». Connubio vincente!

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