La torta di cioccolato con lamponi e mirtilli

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Ecco una bella ricetta, che funziona. L’ho imparata da Michel Roux jr., che l’ha presentata in un recente Masterchef Professionals. Semplice da fare. Innanzitutto, fate una palletta di pasta sucrée (simile alla frolla), realizzata con 125 g di farina 00, 50 g di burro, 50 g di zucchero a velo, 1 tuorlo d’uovo, una presa di sale. Fate una fontanella con la farina, mettete il burro tagliato a dadini e lo zucchero a velo e cominciate a mescolare, pizzicando l’impasto. Aggiungete il sale e il tuorlo d’uovo. Dovrete ottenere un composto sabbioso. Impastatelo spingendolo con il palmo della mano via da voi. Quando il composto sarà omogeneo, mettetelo nella pellicola trasparente in frigo per circa mezz’ora.

Preparate la ganache al cioccolato. Prendete 250 g di pannna fresca e aggiungete 25 g di zucchero liquido o di glucosio. Mettete sul fuoco. Appena comincia ad avvicinarsi al bollore, togliete il pentolino. Aggiungete 200 g di cioccolata elastica fondente al 70% (tipo quella delle uova di Pasqua) e 50 g di burro. Mescolate con una frusta, fino a ottenere una meravigliosa crema densa e omogenea.

Prendete dal frigo la vostra frolla, stendetela (in fretta e su un piano lisco e freddo: deve rimanere fredda) sottile circa un paio di millimetri. Stendetela sopra una tortiera e sistematela con le dita. Mettetela in forno a 180 °C per 10|15 minuti, finché non sarà cotta. Toglietela e fatela raffreddare. A quel punto, riempite il vostro contenitore di frolla con i lamponi freschi e i mirtilli. Ci vorranno circa 250 g di frutta fresca. I frutti dovranno risultare molto vicini. Coprite poi con la crema ganache. Mettete in frigo. Dopo un paio d’ore, la torta sarà pronta per essere servita. Fate la fetta aiutandovi con un coltello bagnato sotto l’acqua bollente e poi asciugato. ricordate che la ganache non sarà mai dura, ma tende comunque a rompersi. Spolverizzate con un po’ di zucchero a velo.

A Masterchef l’ho visto fare delle decorazioni molto carine con la cioccolata fondente fusa. Sbizzarritevi anche voi, se vi pare.

Ecco fatto, ora abbiamo un dolce per il 1° maggio 🙂

E per la musica? Ecco a voi i Blackbird Blackbird (non è un errore: il nome è doppio). La canzone è «New Leaf». Se vi piacciono, provate a cercare qualcosa in giro…

Vellutata di piselli con guanciale croccante

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Eccomi di ritorno, carico a pallettoni 🙂 Non crediate che mi sia dimenticato di voi! Sono passati alcuni giorni dall’ultima preparazione. Ma sono andato a fare il pieno di salute psicofisica al mare, nella Romagna mia. Ho visto il concerto del gruppo con le più belle gambe del rock di questi anni, cioè le Dum Dum Girls, al Bronson. Le ragazze californiane, capitanate da Dee Dee, hanno fatto una performance, dal punto di vista della loro tecnica e del piglio sul palco, impeccabile. L’introduzione della nuova bassista Malia James, autrice del video «Coming Down» e di una bellezza imbarazzante, ha portato nuovo groove al suono della band. Peccato per il mixing audio, che ha penalizzato la voce di Dee Dee (tra l’altro in ottima forma).

In fondo, vi posterò il video della canzone. Molto bello e canzone toccante. Come dice Dee Dee: «Scrivi solo di cose che conosci». Saggia, la ragazza!

Torniamo alla cucina.

Da qualche tempo, le verdure stanno cambiando. La primavera si vede anche lì. Sui banconi dei verdurai spuntano i piselli, legumi assolutamente squisiti e che appartengono alla dieta italiana sotto migliaia di forme. Io non ne sono un grande estimatore, anche perché (e non chiedetemi il perché!) ho un problema con il colore verde. A meno che non siano le erbette del mio balcone 🙂

Comunque, anche sotto la pressione di chi mi sopporta tutti i giorni, mi sono prodigato in questa vellutata. Ricetta base, senza fronzoli. Per 2 persone. Base della besciamella: quindi, fate sciogliere 25 g di burro e aggiungete 25 g di farina. Fate cuocere a fuoco lento per 5 minuti (così scompare il sapore di farina), continuando a mescolare bene con una frusta. A quel punto, aggiungete 250 cc di brodo vegetale. A filo e mescolando continuamente. Il brodo ovviamente deve essere bollente. A parte, ne terrete ancora di brodo, per allungare la vellutata al vostro piacimento

In una pentola, con acqua bollente salata, fate cucinare 300 g di piselli freschi e una patata piccloa tagliata a pezzetti. Quando la patata sarà cotta (ci vorranno 15 minuti), passate tutto al minipimer, aiutandovi con un po’ di brodo per mantenerla un po’ morbida. Aggiungete anche 2|3 cucchiai di olio e frullate bene.

A quel punto, aggiungete il composto ottenuto al fondo di cottura che avete preparato. Fate andare sul fuoco moderato e continuate a mescolare. Aggiustate di sale, se ce n’è bisogno.

A parte, tritate del prezzemolo fresco. Poi prendete una fettina di guanciale e tagliatela a listerelle. Mettete a soffriggere, finché diventa croccante. Servite la vellutata in una ciotola, aggiungete un po’ di prezzemolo, qualche pezzettino di guanciale croccante, un filo d’olio. Eccola lì la vellutata, buona e delicata.

Ed ecco, come promesso, il video delle Dum Dum Girls «Coming Down».

Crema di cavolfiore con croccante di guanciale

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Rieccomi alle prese con le creme. In questo caso, trattasi di vero “svuota frigo2, poiché dopo un pinzimonio notevole, avevo avanzato poco più di mezzo cavolfiore. E inoltre, da una recente amatriciana, giaceva ancora nel frigo un pezzo di squisito guanciale. Così, messi insieme 2 scalogni, 2 patate, 1 bicchiere di latte,  20 g di burro un filo d’olio, una spolverata di paprika forte e qualche rametto di timo dal mio balcone, la crema si è fatta da sola.

Nel dettaglio, è stato sufficiente tritare finemente gli scalogni e farli soffriggere lentamente nel filo di olio in una pentola alta. Fatta questa operazione, si può butttare la verdura (patate tagliate a tocchi e cavolfiori a fiori), farla insaporire a fuoco svelto, poi aggiungere un litro di brodo, abbassare il fuoco, coprire e lasciar andare per circa 1 ora. Quando le verdure saranno ben cotte e il liquido ristretto quasi del tutto, allora potete aggiungere il latte e il pezzetto di burro. Con il minipimer fullatre il tutto e ridurre in crema. Versare in una ciotola, aggiungendo le strisce di guanciale scottato al punto da farlo diventare croccante. spolverizzate con la parika, un po’ di timo e qualche goccia di olio. E il gioco è fatto 🙂 Forse è l’ultima pietanza dell’inverno. Che ne dite?

E mentre io sono qui che scrivo, c’è chi si sta dando da fare nella rovente kermesse di Vinitaly a Verona. Tra questi, due amici che lavorano una per la Cantina Masi e un altro nello stand del TrentoDoc. Un abbraccio a entrambi 🙂

Rieccoci alla musica. Come molti sapranno, ci stiamo avvicinando al Record Store Day, che quest’anno si svolge il 21 aprile (il penultimo sabato di aprile di ogni anno). Uno dei gruppi rock più amati degli ultimi tempi, gli Arctic Monkeys, darà alle stampe, tramite la loro casa discografica Domino Recordings, il pezzo «R U Mine?».

In anteprima, potete ascoltarlo qui.

zuppa di patate e porri con cappesante gratinate

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A quanto pare, le zuppe mi vengono bene. Quindi, mi sono riproposto di farne una a base di patate e porri con le cappesante.

Semplice e buonissima. Allora, per 4 persone. Prendete 4 patate di grandezza media e tagliatele a tocchi. Prendete un porro e tagliatelo a pezzetti (prima a metà, poi a quarti, infine a tocchetti). Mettete a soffriggere uno spicchio d’aglio in abbondante olio di oliva. Fate soffriggere il porro tagliato e poi le patate. Sfumate con un bicchiere di vino bianco secco (un pinot bianco va bene). Infine coprite con abbondante brodo di pesce.

Apriamo la parentesi. Allora, con i muscoli e le parti residue delle cappesante (che poi cuoceremo per la zuppa) faremo un bel brodo. Io ci ho messo anche la testa e la lisca di un branzino di cui ho utilizzato i filetti per una preparazione che vedremo domani.

Fate cucinare finché le patate non saranno lessate per bene. Io ho aggiunto del court bouillon al vino per completare la cottura del preparato. Al termine, ho frullato il tutto, aggiungendo 3|4 cucchiai di olio di oliva. Contribuiscono a dare una consistenza vellutata e delicata alla nostra crema.

A parte, ho preso le cappesante. Tre per piatto bastano. Tolte dalle conchiglie, le ho pulite dal corallo. Le ho prese, le asciugate e le ho messe a cucinare in una padella con un pezzo di burro. Soffritte da un lato per 2 minuti, ho fatto lo stesso dall’altra.

Le ho aggiunte nel piatto con la crema pronta, finendo con un filo di olio di oliva.

Un piatto delizioso e facile, che vi consiglio.

Per la musica, arriviamo ai Summer Camp, grazioso duo pubblicato dalla Moshi Moshi. Qui vi propongo la canzone «Down».

Attendo i vostri commenti.

Ciaooooo!

Crema di ceci con code di gamberi

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Piatto semplice quanto efficace. Se vi piacciono i legumi, ovviamente. E anche i crostacei, certo.In effetti, si trovano spesso persone che dicono “no” storcendo il naso davanti a simpatiche e primitive bestiole dentro i loro carapaci. Ma anche davanti ai legumi, a loro dire responsabili di meteorismi e flatulenze.

Vabbe’, andiamo oltre, sennò la faccio troppo lunga.

Prendete i soliti 4 pugni di ceci (sono 2 razioni belle abbondanti: diciamo 2 come nella foto più 1) e immegeteli in acqua per almeno 6|8 ore.

Fatta quest’operazione, ponete sul fuoco una bella pentola di terracotta (se l’avete) e fateci soffriggere dell’aglio in 3|4 cucchiai di olio di oliva.Quando l’aglio sarà rosolato, aggiungete per un paio di minuti i ceci, mescolando bene. Copriteli poi con un paio di litri di acqua. Aggiungete 2 rametti di rosmarino e un rametto di salvia.

Quando i ceci saranno lessati e l’acqua sarà presumibilmente ridotta quasi a niente, toglieteli dal fuoco. I miei ci hanno messo un paio di ore abbondanti. Togliete aglio, rosmarino e salvia e mettete in un contenitore. Con il mixer frullate bene, aggiungendo 3 cucchiai di olio di oliva e aggiungendo un po’ di acqua se c’è bisogno di aggiustare la consistenza.

Versione 1. Aggiustate di sale verso la fine della cottura. Questa è la versione light.

Versione 2. Fate un brodo con le teste dei gamberi e aggiustate di sale. Il brodo lo aggiungerete ai ceci frullandoli. Questa è la versione più saporita (e più buona).

Passiamo ai gamberi. Una volta decapitati (e le teste abbiamo visto a cosa possono servire) puliamoli dall’intestino, quel serpentello nero che si trova all’interno del carapace. Per farlo, prima di tutto servono dei gamberi freschi, poi le code vanno raddrizzate in un palmo della mano e l’intestino preso con 2 dita dell’altra delicatamente. Tirando a piccolissimi strattoni dovrebbe uscire per intero. Uso il condizionale perché a volte si rompe, a volte si strappa in mano… L’altro modo è quello di incidere a metà dorso il carapace e con uno stuzzicadente estrarlo da lì. Fate voi quello che vi viene meglio.

I gamberi io li ho messi a cucinare in una padella anntiaderente con un filo d’olio. Direi che ci mettono un paio di minuti per lato, non di più. I gamberi sono subito cotti e così non diventano stopposi, che farebbero abbastanza schifo 🙂 Un filo di sale appena e poi toglierli.

Nel piatto fondo versate la crema, al centro posizionate le code di gambero e finite con un po’ d’olio e una sgranata di pepe nero.

Buonissima!

Torniamo alla musica. Ieri mi è arrivata una newsletter della Art Fag, piccola casa discografica indipendente americana, con cui annunciavano l’uscita del primo singolo dei Cheap Curls, intitolato «Jackie Oh». Dietro questo nome si cela la ex bassista delle Dum Dum Girls (di cui vi ho già parlato), una valchiria dai capelli rossi, che si faceva chiamare Bambi 🙂

Ascoltate questo bell’esempio di indie pop californiano.