That’s mayo, babe!

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Da molti è considerata un feticcio. Buona da mangiare, impossibile da fare. Niente di più falso, per quanto riguarda il fare, ovviamente. La maionese è semplice, basta seguire alcuni accorgimenti di base. L’ho fatta pure io! Poi, si presta a infinite variazioni: con l’arancia (l’ho usata con il polpo), con il tartufo per i più ricchi, con il basilico per darle una punta fresca… Questa è la versione di base.

Primo accorgimento: dotarsi di un uovo fresco a temperatura ambiente.

Secondo accorgimento: prendere un cucchiaino di senape, che aiuta la maionese a stare insieme.

Terzo accorgimento: meglio usare una forchetta e una scodella di terracotta: è meglio di una di metallo dove non viene niente (forse perché il metallo è freddo, inerte). Non servono fruste, come vedete.

Ok. Abbiamo rotto l’uovo e preso solo il tuorlo: per separarlo bene dall’albume, mettiamolo nell’incavo del palmo della mano: uscirà lentamente tutto l’albume, lasciando il tuorlo pulito.

Nella scodella di terracotta avete già messo il cucchiaino di senape (normale, liscia, non in grani). Fate cadere il tuorlo. Con la forchetta uniteli mescolando tranquillamente, ma continuamente. Quando dopo pochi secondi le due parti sono miscelate, prendete l’olio di semi di girasole e versatene un po’ a filo. Con il dorso della forchetta mescolate, immaginandovi di dover schiacchiare l’olio nell’uovo. Quindi, un movimento dall’alto verso il basso e non viceversa. quando l’emulsione comincia a comporsi, aggiungete ancora olio. Se vi fermate e riprendete non succede niente. Certo, non andate a farvi un giro. Ok, proseguite mescolando e aggiungendo l’olio. Quando la quantità di olio aggiunto è di circa 100 g, allora siete pronti per aggiungere un pizzico di sale e una bella spremuta di mezzo limone. Mi raccomando: spremuto con lo spremiagrumi: non avrete semi e pezzi di polpa che girano. Riprendete a incorporare il tutto. Assaggiate per verificare il grado di acidità e di salatura: corrreggete se necessario. Quando la salsa sarà omogenea, liscia, gonfia, potete coprirla e metterla in frigorifero. La vostra maionese è pronta. Così non comprerete più quelle cose che vendono in tubetto o in barattolo. That’s mayo, babe!

Music, now!

Vi propongo questo gruppo, pubblicato dalla Atelier Ciseaux, che si chiama MOUNT EERIE. Elettronica dolce e ipnotica: proprio quello che ci vuole per cucinare al meglio 🙂

La canzone qui si intitola «To The Ground».

Come fare le patatine (chips) perfette

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Per una serie di motivi che non vi spiego per non annoiarvi, in questi giorni non avrò gran tempo da dedicare al blog. Per cui, anche oggi, vi lascio con una ricetta banalissima. Ma si tratta della ricetta «perfetta» 🙂 Questo, quindi, dovrebbe compensare la semplicità della proposta. Stiamo parlando delle patatine fritte.Ora, andrebbe fatta la distinzione tra le pomme parisienne, le patatine a fiammifero, a bastoncino, chi più ne ha più ne metta. qui mi limito alle classiche chips. Quelle che tradizionalmente sono nei sacchetti. Dopo svariate azioni di benchmarking, quindi dopo una comparazione effettuata nel tempo e con attenzione, sono arrivato alla comnclusione che in generale le chips nel sacchetto sono care e fanno schifo. Tanto studio per dire questo, direte voi? Be’, ci ho voluto mettere il naso, ecco. Dunque, a parte un paio di esempi che io reputo ottimi per delle patatine industriali (nomi solo in privato, altrimenti mi accusano di fare pubblicità), la maggior parte – per quel che mi riguarda – può rimanere dov’è. Con molto, ma molto meno in termini economici, e con grande, ma davvero grande soddisfazione personale, ve le potete fare a casa. Saranno simply perfect!

Allora, innanzitutto dotatevi di patate bianche vecchie. Le patate a pasta gialla sono pessime per il gusto. Dotatevi di una mandolina e di uno sbucciapatate, di un po’ di aceto, di olio di semi di girasole, di sale e via!

Sbucciate le patate e affettatele con la mandolina. Lasciatele per qualche ora affettate in un recipiente pieno di acqua fredda (che copra le patate) e con l’aggiunta di un mezzo bicchiere di aceto bianco.

Toglietele e risciacquatele. Poggiate le fettine su un canovaccio e asciugatele bene (ma bene!) una per una. Mettete a scaldare in una pentola dell’olio di semi di girasole. Quando avrà raggiunto i 180 °C (regolatevi provando con una patata se è pronto) mettete un po’ delle chips nell’olio. Con una ramina tenete mescolate le patate e – se del caso – giratele. Appena dorate, toglietele e mettetele in un recipiente con la carta assorbente, così da togliere il residuo di olio. Mettetele poi in un sacchetto (io ho preso quello di carta marroncina) e aggiungete una generosa presa di sale. Scuotete bene e… buona sgranocchiata!

PS: visto che sono come San Tommaso, per ulteriore verifica sto provando a fare le chips di due diversi spessori, uno a velo e uno intermedio. Vi farò sapere quale sarà risultato il migliore 🙂

Arriviamo alla musica. Questa mattina, mi sono ascoltato il «Solstice Mix II» dei Young Magic. Si tratta di 3 ore e passa di bellissima musica, con inlfuenze arabeggianti, jazzy, soul, blues e altro ancora. Raffinatezza vera, ragazzi miei! Si tratta (nota originale) di: «40 songs that will take you on a journey from Istanbul to Indonesia, Brazil to Addis Ababa, sounds to shake your subconscious and get your limbs dancing». qui sotto il link per ascoltare il mixtape. Se lo volete scaricare, andate qui. E poi non dite che non vi voglio bene 🙂

PPS: come promesso, ho effettuato il benchmarking. E come potrete verificare dalle foto, in assoluto il taglio medio è il migliore.

PPS1: il nero che vedete nella prima foto altro non è che sale nero delle Hawaii. Tanto effetto cromatico, nessun valore aggiunto di gusto (in questo caso).