I miei grissini alle olive

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Dato l’affetto sconsiderato che nutro per il pane, mi sono da tempo dedicato ai grissini, forma nobile dell’antica arte dell’elaborazione della farina.

Questa è una versione semplificata rispetto a quella pubblicata qualche tempo fa. L’esito è altrettanto ottimo.

In 160 g di acqua tiepida, mettiamo 40 g di strutto, 12 g di lievito di birra, 10 g di malto in polvere e 9 g di sale. Mescoliamo bene, cercando di far sciogliere il tutto ( con un mixer impastatore viene alla perfezione). Aggiungiamo un po’ alla volta la farina. Lavoriamola per almeno 10|15 minuti, finché avremo ottenuto una palla liscia, morbida e uniforme. Mettiamola a riposare sotto uno straccio umido per 20 minuti.

Dopo questo periodo, l’impasto avrà raddoppiato il suo volume. Lavoriamola, dandole qualche colpo energico con la punta delle dita e aprendola sul tagliere di legno o sul tavolo di lavoro.

Unite all’impasto un pugno di olive taggiasche, precedentemente asciugate dall’olio di condimento e tritate finemente. Lavorate bene la pasta, affinché le olive si amalgamino perfettamente.  Stendete l’impasto, dandogli una forma rettangolare. Ricoprite con il panno umido e lasciate lievitare per un’ora.

Dopo mezz’ora, accendete il forno al massimo, in posizione ventilata. Sarà a temperatura alla fine della lievitazione.

Dopo l’ora, togliete il canovaccio e avrete il vostro impasto perfetto. Tagliate con una lama più lunga dell’impasto stesso dei bastoncini che diventeranno una volta cotti i grissini. Attenzione: con la lama (liscia, non seghettata!) pigiate senza trascinarla avanti e indietro, perché vi romperebbe l’impasto.

Ogni pezzo di pasta avrà la larghezza e l’altezza di 1 cm e la lunghezza attorno ai 25 cm. Provvedete a dare una forma il più regolare possibile ai pezzi di impasto, per favorire una cottura uniforme. Tirateli dal centro verso l’esterno delicatamente con i polpastrelli delle due mani dal centro verso gli estremi. Si allungheranno quanto basta per diventare come la vostra placca da forno. Anzi, visto che ci siamo, prendete la placca, ungetela appena con un filo d’olio e appoggiate sopra i grissini. Mettete in forno a 230 °C per 10|11 minuti (qui dipende dal vostro forno).

A cottura ultimata, avrete degli stupendi grissini alle olive 🙂

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Dopo il cibo, ecco la musica. No, scusate, ma se non guardate questo video, non seguitemi più. È favoloso! È il nuovo video dei Black Keys, intitolato «Gold on the Ceiling», diretto da Harmony Korine. Girato in finto VHS, con tanto di freeze e di stop dovuto a finto deterioramento del nastro… Eccezionale. E la canzone non è da meno, ovviamente. Ma chi segue i Black Keys già lo sa.

I grissini di Ste

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Tadaaa! Ecco a voi i grissini. Una delle forme di pane più amate dagli italiani, ma sfruttate in modo ignobile dall’industria, che propone terribili grissini per ristoranti, pizzerie, ecc. Bene, io mi sono deciso a farli. Non è una passeggiata, ma ne vale la pena.

Innanzi tutto la biga, cioè l’impasto di base.

Prendete 500 g di farina 0 e mettetela in una terrina. Prendete adesso 240 g di acqua tiepida in cui sciogliete 5 g di lievito di birra. Impastate il tutto velocemente. Otterrete un panetto, che coprirete con una pennellata di olio. Lasciate lievitare, finché raddoppierà il suo volume (circa 1 ora). A quel punto, coprite con un telo umido e dimenticatevela. Almeno per 24 ore 🙂 Lasciate la bacinella coperta in un posto asciutto e possibilmente non freddo ( tra i 18 e i 20 °C).

Ok, adesso è passato un giorno. Riprendete la vostra biga, che – almeno a me ha fatto quest’effetto – nella ciotola aveva fatto una calotta secca, ma sotto è rimasta bella filante. Tra l’altro, si riesce a reimpastare. Ok, ho preso 100 g di biga, ho aggiunto 150 g di farina Manitoba, 100 g di farina di farro e 250 g di farina 00. L’ideale sarebbe usare farina 0, ma le varianti sono molteplici, quindi potete sbizzarrirvi con le farine che volete (secondo me). Dunque, in una ciotola mettiamo i 100 g di biga, i 500 g di farine miste, e aggiungiamo 200 ml di acuqa tiepida, in cui sciogliamo 25 g di strutto, una presa di zucchero bianco, 15 g di lievito di birra. All’impasto aggiungiamo anche 100 g di olio.

Ok, il grosso è fatto. Adesso coprite e fate lievitare per un’ora. Togliete l’impasto dalla bacinella: adesso èpronto per essere steso e insaporito a piacimento. Io in casa non avevo un granché. Quindi, mi sono limitato a fare panetti diversi: 1 con il rosmarino, 1 con il sesamo, 1 con i semi di papavero.

Ok, adesso si tira la pasta. La forma? Possibilmente rettangolare. Ma senza troppe menate. Mettiamo l’impasto tirato sulla carta da forno in una teglia. Copriamo di nuovo e aspettiamo un’altra oretta. Intanto, facciamo andare il forno, che dovrà essere a 200 °C.

Ok, passata l’ora, con la rotella della pizza tagliate i bastoncini di pasta, ovvero i futuri grissini. Metteteli sulla stessa carta da forno della teglia sulla quale aveva riposato la pasta. Ma adesso ungetela appena. I bastoncini di pasta li facciamo riposare così per un’altra mezz’ora. Dopodiché in forno per 10 minuti (attenti a non bruciarli, dopo tutto il tempo che hanno impiegato a lievitare!).

Tirateli fuori, aspettate che raffreddino, poi buon appetito con prosciutti, salumi o come vi pare.

Rock’n’roll!

 

A proposito di rock’n’roll, andiamo alla musica. Il musicista e deejay londinese Bullion sa ripescare brani dall’iperboreo degli anni ottanta, rimescolarli e farne canzoni attualissime. Esempio, questa «It’s All In Sound». Lovely!

La pizza!

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Cari ragazzi, c’è poco al mondo che ci può far sentire a casa sempre. La pizza è una di quelle poche cose. La ricetta è nota, ma vale sempre la pena ricordarla. Ho preso 400 g di farina 00 e l’ho messa in un contenitore ampio e alto. Ho aggiunto 200 ml di acqua tiepida (35 °C) e ho cominciato a mescolare con la forchetta. Ho aggiunto una bustina di lievito secco e 1 cucchiaino raso di zucchero bianco. Ho continuato a mescolare il tutto. Quando prende un po’ di consistenza, aggiungete il sale (8|10 g) e versate tutto su un tagliere (per stare più comodi) e cominciate a pigiare la palla. Il movimento è dall’alto verso il basso, dall’interno verso l’esterno, ruotate di un quarto di giro a ogni pigiata e capovolgete la palla. Quando la consistenza è vicino a quella definitiva, aggiungete un paio di cucchiai di olio di oliva. Riprendete a lavorare la pasta. Quando sarà una bella palla liscia, uniforme e soda, mettetela nella bacinella iniziale coperta con un canovaccio. La temperatura esterna dovrebbe essere non troppo fredda, non troppo calda, non ventilata… Insomma, è la cosa più complicata per farla lievitare bene.

Io ho trovato il mio posticino ehehehehe 🙂

Con il forno preriscaldato al massimo, stendete la pasta su una teglia coperta dalla carta forno e leggermente unta e tiratela bene.

Per il condimento, sbizzaritevi. Io ho fatto la salsa di pomodoro, coperto con prosciutto cotto, funghetti tagliati a pezzetti e carciofini. Verso la fine della cottura, ho aggiunto la mozzarella di bufala del mio amico di cui ho già parlato,

Pizza supergustosa fatta!

Il leone e la gallina