Ravioli di patate ripieni di rana pescatrice

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Giuro, basta. Ultimo raviolo di patate. Altrimenti rischio di essere ostracizzato dai vostri passaggi sul mio blog.

Questo raviolo è fatto con il medesimo impasto degli altri. Il ripieno, però, è a base di rana pescatrice. Allora, per avere il ripieno per 15|16 ravioli, vi servono 150 g di filetto di rana pescatrice, 100 g di ricotta, 1 tuorlo d’uovo, 1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano, scorza di limone, 5|6 fili di erba cipollina, sale, pepe. Per concludere il piatto, procuratevi anche la vescica contenente il nero di 1 seppia.

Prendete il filetto (già pulito dalla pelle) della rana pescatrice e tagliatelo a cubetti. In una padella antiaderente con un filo d’olio fate rosolare il pesce per un paio di minuti. Appena scomparse le tracce di rosa, aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco e sfumate velocemente. togliete il pesce (lasciando il sugo da parte) e tritatelo grossolanamente. In una ciotola, mettete il pesce tritato, la ricotta, il limone grattugiato, il cucchiaio di Parmigiano e il tuorlo d’uovo. Mescolate bene, facendo diventare l’impasto uniforme. Aggiustate con pepe e sale.

Ora potete con un cucchiaino riempire i ravioli.

Cuoceteli e ripassateli nella padella contenente il sugo della rana pescatrice addizionato di un po’ di olio. Servite nel piatto, lucidando con un filo di burro alle noci (per farlo, tritate e unite nel mixer una parte di noci e due di burro, per esempio 10 g di noci ogni 20 g di burro).

Decorate con una pennellata di nero di seppia sul fondo del piatto (naturale, non confezionato!), una grattugiata di scorza di limone e qualche filo di erba cipollina sui ravioli.

Nella foto, mi sono dimenticato dell’erba cipollina. Ho mangiato i ravioli e mi sono trovato con l’erba cipollina messa da parte… Cose che capitano 🙂

Arriviamo alla musica. Vi ho parlato poco tempo fa della band inglese Yuck. In questo caso, vi faccio sentire Oupa, che altro non è che il side project di Daniel Blumberg, voce e chitarra degli Yuck. L’ex leader dei  Cajun Dance Party (per chi se li ricorda) dà sfogo con Oupa alla sua vena intimista, suonando al pianoforte delicatissime ballate. Qui lo troviamo al fianco di Tony Crow dei celebri Lambchop per suonare una cover di Porcelain Raft (nome d’arte, come saprete, di Mauro Remiddi). Insomma, una tripletta niente male!

Il brano per Oupa e Tony Crow è «Backwords». Buon ascolto 🙂

Petto di pollo ripieno con guanciale e noci, accompagnato da spinaci e chips

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Primo post direttamente dall’iPad… Speriamo di non fare troppi casini!
Allora, andiamo dritti al punto. Il petto di pollo è una carne sempre molto sponsorizzata da Barbara, poiché è leggera. Con il manzo non ha un gran bel rapporto. Poi, il pollo è anche economico. Una cosa che fa ridere: i prezzi. Il pollo intero costa 5 euro; un petto di pollo costa 5,50 euro; due cosce costano 6 euro, le sottocosce costeranno 4 euro, le ali non so, ma anche fosse solo 1 euro, fatevi i conti.
C’è la mano d’opera, ti diranno. Prendetevi un pollo intero, così avrete 3 belle razioni di carne e materiale di scarto per il brodo di pollo (che torna sempre utile). Per imparare a pulire, porzionare, disossare un pollo ci sono alcuni video istruttivi su Youtube.
Torniamo alla nostra ricetta. È per 2, ma come piatto unico. Mi pare che, altrimenti, possa bastare per 4.
Prendete il vostro petto di pollo e tagliatelo in due per lungo. Apriteli a libro con un coltello. Prendete 10 gherigli di noci del Bleggio e sminuzzatele per bene. Affettate 1 etto di guanciale (avete presente quello che vi è avanzato dall’amatriciana?). Bene, ricoprite le “pagine” del petto di pollo aperto con le fette di guanciale e cospargete di noci tritate. Chiudete e legate bene.
I 2 pezzi di petto di pollo saranno poi salati esternamente e messi a rosolare in padella con olio, burro, rosmarino e qualche foglia di salvia.
Dopo averli rosolati per bene, metteteli in forno a 180 gradi per 15/20 minuti.
Toglieteli dal forno, tagliateli ognuno a metà e poi ancora a metà, così da ottenere 4 fette di ogni mezzo petto di pollo. Abbiate l’accortezza di tagliare i petti a “fetta di salame”.
Veniamo alle chips. Sbucciate delle patate e affettatele con una mandolina (2 patate bastano). Mettetele in una bacinella piena d’acqua e qualche cucchiaio di aceto. Lasciatele riposare qualche ora, che perderanno l’amido in eccesso e ne guadagneranno in croccantezza.
Quando le scolerete, disponetele su un panno asciutto e tamponatele con della carta assorbente per asciugarle al meglio.
Fate scaldare dell’olio di semi e friggetele. Toglietele ben cotte dall’olio, mettetele in un contenitore con della carta assorbente per asciugare l’olio in eccesso e salate.
Gli spinaci saranno prima cotti in abbondante acqua salata per pochi minuti. Poi saranno messi sotto l’acqua corrente gelata, così da bloccare la cottura e mantenere vivo il colore verde della verdura. Lasciateli scolare per bene. Mettete a scaldare in una padella uno spicchio d’aglio in un po’ di olio e burro. Aggiungete gli spinaci e una punta di peperoncino.

Servite la carne con le due verdure. Il gioco è fatto!

radicchietto rosso con provolone e noci

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Ricetta volante, prima che si arrivi al fine settimana (che non sarà, però, povero di altre specialità). Si tratta di un’altra insalata leggera, che potrete provare per i vostri pranzi veloci. Allora, 2 radicchietti, di quelli a palla, tagliati a quarti e poi a striscette; un pezzettino di provolone ben stagionato tagliato a fettine sottili; 2 pomodori costoluti; 4 noci del Bleggio (che sono buone!!!) rotte a pezzetti.

Condimento di solo fior di sale e olio. E qualche goccia di quell’aceto balsamico che non c’entra nulla con quello tradizionale di Modena, ma – insomma! – non li ho 100 euro per una boccetta di elisir 🙂

Fine della storia. Abbiate l’accortezza di condire prima insalata e pomodori, e aggiungete solo in un secondo tempo noci e provolone.

Ciaooo!

 

PS: non sia mai che non vi lasci anche con una canzone. Si tratta di un duo svedese, chiamato Korallreven.

Beccatevi questo singolo dal loro album.

Korallreven – Honey Mine (ft. Victoria Bergsman)

Uovo in camicia con cicoriette e pane alle noci

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Ciao, ciao! Come promesso su Facebook, ecco la banalissima ricetta di questa insalata. Uovo in camicia ( dopo vi dico come si fa), queste belle cicoriette miste verdi e rosse, del pane alle noci e – se lo trovate saporito, un pomodoro costoluto. Tagliare la cicorietta pezzi grossolani e condire con le fette di pomodoro . Per il condimento, io ho fatto una citronette con base di lime (la citronette sarebbe con il limone, ovviamente). Prendete un contenitore richiudibile (un vasetto di vetro, per esempio), spremete un lime (sarà un terzo del condimento), aggiungete olio di oliva (gli altri due terzi), sale e pepe. Chiudete e agitate con forza il vasetto: verrà un’emulsione perfetta da usare sull’insalata. Assaggiatela prima con la punta di un dito: se è di vostro gradimento ok, altrimenti correggete acidità, viscosità, sapidità.

Decorate con del pane alle noci tagliato a cubetti (gentile omaggio di un amico da un panificio bolzanino) e sopra ponete il vostro uovo in camicia.

Dunque, come si fa l’uovo? Si fa bollire dell’acqua in cui si aggiungerà un cucchiaio di aceto. Quando arriva a ebollizione, abbiate l’accortezza di abbassare il gas, così che non faccia bolle. L’uovo (che avrete già sgusciato in una tazza o altro recipiente per essere sicuri che il tuorlo sia integro) lo verserete con un gesto secco e calmo nell’acqua. Cottura in 3 minuti. Non fatevi spaventare se l’albume farà strane forme, se l’uovo va verso il fondo… Quando saranno trascorsi i 3 minuti, raccoglietelo con una schiumarola e – se proprio siete dei perfezionisit – potete tagliare le bave in eccesso dell’albume coagulato con le forbici.

Easy way, or not?

Per la canzoncina della giornata, avevo piazzato sul giradischi l’album «E.S.P.» delle Love Inks.

La canzone è «Blackeye»: Love Inks – Blackeye

Ecco il pezzo forte, note distensive e gradevoli, che ti mettono in pace con il mondo.

Ciaoooo!