Le frittelle alle zucchine

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Qualche tempo fa, aggiustando una ricetta molto americana che ho trovato in rete, ho prodotto queste frittelle alle zucchine. Si tratta di un ottimo antipasto, leggero quanto basta, anche se dagli ingredienti magari non si direbbe.
In ogni caso, cominciamo con le dosi per 12 frittelle, 3 a persona.
2 o 3 zucchine grattugiate
60 g di formaggio grattugiato (io faccio metà Parmigiano e metà pecorino)
60 g di farina
3 uova
Mezza cipolla tritata fine
Prezzemolo tritato
Sale
Pepe
Olio extravergine d’oliva

Questa versione è un po’ più italianizzata in confronto a quella americana, che contiene cipolla, cipollotti e aglio. Francamente un po’ troppo…

Le operazioni per preparare le frittelle sono estremamente semplici.
Grattugiate le zucchine con la parte larga della grattugia. Aggiungete la cipolla e il prezzemolo tritati. Grattugiate Parmigiano e pecorino e aggiungete all’impasto insieme alla farina e alle uova. Mescolate il tutto amalgamando per bene. Lasciate riposare per mezz’ora. Aggiustate di sale e di pepe.
Ungete una padella larga e accendete il fuoco vivace. Quando sarà ben calda, versate un cucchiaio grande di composto nella padella. Aiutandovi con una paletta, schiacciate il composto in modo che diventi alto non più di mezzo centimetro e possibilmente circolare.
Cucinate per circa 3 o 4 minuti per lato, finché saranno ben dorate su entrambi i lati.
Poggiatele in un piatto con carta assorbente, per asciugare l’eccesso di olio.
Servitele ancora calde. Saranno apprezzate dai vostri amici!

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Dimenticavo la musica: ecco un bel mixtape che mi è arrivato oggi via email dall’etichetta Sexbeat, realizzato in occasione del prossimo Radfest, che si svolgerà il 19 agosto a Londra.

Qualche info in più per chi fosse interessato:

RADFEST FULL MIXTAPE

Following the announcement of the final acts set to perform at this year’s RADFEST, SEXBEAT and Nudie Jeans Co have compiled a mixtape with some of our favourite tracks from all 15 bands on show. The mixtape will be available for FREE on strictly limited edition coloured cassette for the first 500 advance ticket holders to arrive at the event on Sunday 19 August.

The festival will be held in a secret warehouse complex in Hackney, across three stages with a market including Poster Roast poster exhibition, Kristina Records pop up store, Zine Swap clothes and food stalls as well as outdoor courtyard. Location to be announced via sexbeatlondon.com

Line-Up:
VERONICA FALLS, TRASH TALK, CEREMONY, JACUZZI BOYS, DIIV, FIDLAR, MARIA MINERVA,
EAGULLS, VIRALS, SSS, GABRIEL BRUCE, HOLOGRAMS,
FEAR OF MEN, HALLS, THRONE.

Sunday August 19th | Secret Warehouse Complex, Hackney | 2PM-12AM

Tagliolini al pesto di fave

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Buoni sono buoni. Brigosi anche. Sono brigose le fave, poiché per ottenere 350 g di pesto, dovete mettere in conto 110 g di pecorino, 110 g di olio di oliva, uno spicchio d’aglio, un po’ di sale grosso, ma soprattutto 1.200 g di fave al lordo dei baccelli. Quando saranno sbucciate, avrete circa 250 g di fave, poi le pelerete e vi rimarranno circa 125 g di fave utili per il pesto.

Ricapitolando, prendete il tritatutto con le vostre fave, aggiungete uno spicchio d’aglio e una presa di sale grosso. Incominciate a tritare. Aggiungete anche una decina di foglioline di menta romana. Quando le fave saranno ridotte in poltiglia, aggiungete l’olio e il pecorino. Amalgamate bene e aggiustate di sale.

Il pesto è pronto.

Fate i tagliolini all’uovo come più volte abbiamo visto: 1 uovo per 100 g di farina. Sale e mescolare. Fare risposare un quarto d’ora. ridurre in sfoglia sottile con la macchina Imperia. Infine, tagliare i tagliolini.

Fate cucinare la vostra pasta in acqua salata. Mettete i tagliolini in un recipiente, condite con il pesto e mescolate con cura, aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura e un filo d’olio.

Impiattate e aggiungete qualche foglia di menta.

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Per la musica, vi dedico questa mia recentissima scoperta. Si tratta di Mo Kolours, cantante e percussionista di origini per metà mauritane. In questo caso vi propongo il primo EP «Drum Talking», dell’anno scorso. Sul suo Bandcamp troverete anche il suo nuovo disco, «Banana Wine». Questo disco miscela soul, dub e numerosi stili elettronici. Come ha sottolineato la rivista inglese FACT Magazine, «The wonderful Mo Kolours laces his loping, hashed-out Madlib-meets-Theo Parrish beat confections with melodies from the folk music of his homeland»,

Buon ascolto!

Vellutata di ceci con asparagi verdi e pecorino toscano

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Ogni tanto si infila il post notturno. Ogni tanto capita di essere poco propensi a dormire. Quindi, perché non gettarsi su quello che più mi piace fare, cioè scrivere e cucinare (oltre a tante altre cose, che qui però non contano…)?
Dunque, eccomi alle prese con una ricetta che ho preso dalla Cucina Italiana di aprile. Non posso certo impossessarmi di ciò che non è mio!
Solo qualche modifica. Primo, la fanno con il brodo di carne, e io ho usato un buon brodo vegetale fatto da me (sedano, carota, cipolla, prezzemolo, alloro e un bicchiere di vino bianco secco); secondo, io ho fatto un fondo di farina e olio in cui cucinare la vellutata, che sulla rivista non era indicato. E poi, loro non parlano di che ceci usano, ma dai tempi di cottura si tratta di quelli in scatola…
Io ho usato quelli secchi, presi dal civaiolo di Firenze, se qualcuno lo ricorda. Bene, ma proviamo ad andare con ordine.
Presi 350 g di ceci secchi e messi in ammollo per 6 ore. Messi a cucinare in circa 2 litri di brodo vegetale e con l’aggiunta di un paio di carote tagliate e rondelle e una costa di sedano. Dopo circa mezz’ora, ho frullato il tutto. Da parte, nel frattempo, ho preparato una base con 50 g di olio messo a scaldare in una pentola. Ho aggiunto 50 g di farina e con la frusta ho fatto cucinare per 5 minuti. A quel punto, ho aggiunta la zuppa frullata. L’ho lasciata andare ancora per mezz’ora, aggiungendo del brodo per non farla diventare troppo densa.
Ho preso un mazzo di asparagi verdi, li ho pelati e tagliati per il lungo. Con una padella larga, li ho cucinati in un po’ di olio e un mezzo cucchiaio di brodo per 15 minuti. Alla fine, salati e pepati. Sul tagliere, ho preparato una dadolata con circa 100 g di pecorino toscano (è della giusta consistenza) e ho tagliato a dadi un paio di fette di pane toscano. Quest’ultimo l’ho fatto tostare in padella con un po’ di burro.
Ho assemblato il tutto (la vellutata, il formaggio, il pane e sopra gli asparagi) e la minestra eccola qua!

Brioche di patate con pecorino e rucola

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Ciao a tutti! Se uno vuole cimentarsi on le brioche, ma vuole anche fare una cosa diversa dal solito, ottima per del finger food, per esempio, da mettere sul tavolo e chi le vuole se le mangia, ecco queste piccole brioche fatte con un impasto misto di farina e patate (io ci ho messo anche delle vitelotte, note anche come patate viola). Sono più nutrienti e un po’ diverse dalle solite brioche (che comunque meritano il mio rispetto totale!).

Per ottenere circa 24 brioche piccoline ci ho messo 2 patate bianche medie e 3 vitelotte piccole, 500 g di farina 0, 125 g di burro, 1 busta di lievito per torte salate e pizze, 125 g di pecorino sardo stagionato grattugiato, mezzo mazzetto di ricola tritata grossolanamente, un albume di uovo, semi di sesamo, pepe, sale.

Ho preso le patate e le ho fatte bollire in abbondante acqua salata. una volta pronte, le ho schiacciate con lo schiacciapatate in un recipiente. Ho aggiunto la farina, il lievito e il burro morbido e l’ho lavorata, fino a ottenere un composto morbido e omogeneo. A quel punto ho aggiustato la salatura e ho aggiunto il pepe abbondante macinato al momento.

Sul tagliere ho tirato l’impasto abbastanza sottile (3|4 mm), dividendolo in pezzi, per gestirlo meglio.

Ho ottenuto con un coltello dei triangoli isosceli con una base piuttosto stretta e i due lati uguali abbastanza lunghi. Al centro ho messo un po’ del composto di pecorino e rucola mescolati insieme e ho arrotolato, partendo dal lato corto del triangolo, fino ad arrivare alla punta. Messa la brioche su una teglia coperta con la carta da forno l’ho spennellata con l’albume montato e poi ho cosparso con i semi di sesamo.

Ho messo in forno a 200 °C per circa 20|25 minuti.

Brioche pronte da servire appena raffreddate.

Parliamo di musica? Sì, dai, facciamolo 🙂

Chi segue la musica indie saprà che si è appena concluso il primo weekend del festival di Coachella, nel deserto di Indio, in California. Quest’anno, per la prima volta, era anche in streaming attraverso http://www.youtube.com (ci si può arrivare seguendo le news su http://www.pitchfork.com). Uno dei concerti più attesi, dopo quello dei sempreverdi Radiohead, è stato quello di Bon Iver. Qui ve lo propongo in una delle sue canzoni più ispirate, «Holocene». Perché va bene mangiare, ma bisogna nutrire il proprio spirito con la musica migliore 🙂

Raviolo di patate in salsa rossa ristretta

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A costo di sembrare un filo ripetitivo, riprovo con un altro raviolo. Domani cambio ripieno, giuro!

Quest è identico a quello di ieri, solo che questa volta ho preparato con dei pomodori da sugo una bella salsa, ristretta al punto giusto. Ok, i pomodori non sono ancora quelli che troveremo tra qualche mese, ma sono già abbastanza saporiti, nonostante la nota acida sia ancora prevalente.

Fatti così, un filo di sugo, una spruzzata di pecorino, e il piatto è fatto. Bello, facile, veloce, saporito e non troppo calorico 🙂

Arriviamo subito alla musica.

C’è un duo femminile di Austin, Texas, che si chiama Boy Friend. Nascono dallo scioglimento delle Sleep Over ed è composto (il duo) da Christa Palazzolo e Sarah Brown. Eteree, le musicalità, sempre sospese, con la voce che si poggia esile sul tappeto disegnato dal synth. (Quanto è “anni ottanta” dire synth???).

Il duo è sotto contratto con la casa discografica veneziana Hell! Yes. Propongono cose sempre interessanti.

Intanto, ascoltatevi le Boy Friend con «Bad Dreams».

Tonnarelli cacio e pepe

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Ok, sono un classico. E sicuramente ci sono migliaia di persone che li fa meglio di me. Però ho voluto cimentarmi anch’io con questo classico della cucina centro italiana.

Innanzitutto ho fatto la pasta. Ho preso 100 g di farina 0, 40 g di acqua tiepida, un pizzico di sale e via a impastare. All’inizio scappa dappertutto, ma non bisogna lasciarsi intimidire. La pasta (anche quella all’uovo) e tutti gli impasti in generale sono da addomesticare un po’ alla volta, con calma, amore e calore umano.

Comunque: ho ottenuto una palletta di pasta, che ho lasciato riposare i soliti 10 minuti. Poi l’ho stesa con il mattarello. L’altezza un paio di millimetri. Leggermente infarinata, la pasta tirata l’ho piegata in 2 e con il coltello ho tagliato degli spaghettoni di 2|3 mm di larghezza. Poi li ho presi, uno a uno, e – aiutandomi con le dita e con il palmo delle mani – li ho arrotondati, facendoli diventare degli spaghettoni, noti anche come pici o tonnarelli, a seconda di dove vi trovate. Se poi ci mettete le uova, allora diventano bigoi… Ah, bella l’Italia, con le sue mille forme e i suoi mille nomi per dire pasta 🙂

Fatti i tonnarelli, li ho messi a cucinare per 5 minuti in abbondante acqua salata.

Nel frattempo, avevo già preparato 30 g di pecorino stagionato romano grattugiato. Allora, eccoci pronti per l’operazione difficile.

Padella larga. Olio abbondante. Sgranata di pepe nero. Accensione del fuoco vivace. Appena l’olio è caldo, spegnere. Quando i tonnarelli sono cotti, toglierli dall’acqua e buttarli nell’olio caldo della padella. Aggiungere una mezza mestolata di acqua di cottura. Coprire con il formaggio grattugiato. Riaccendere il fuoco per 10 secondi. Saltare e mescolare velocemente. Il formaggio si scioglie. Spegnere. Servire con altro cacio e pepe.

Yeah!

Passiamo alla musica. Per le vostre orecchie, vi propongo Purity Ring con «Belispeak». Si tratta di un duo americano di future pop, composto da Corin e Megan. Vi lascio i commenti.

Spaghetti alla carbonara

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Con questo post assolvo ad almeno due promesse contemporaneamente. La qual cosa non è male, di per sé.
Prima promessa. Mi ero impegnato con il mio amico Roberto a postare la carbonara, piatto tipico della tradizione italiana, tanto amato da entrambi, ma anche da una nutrita schiera di amici.

Seconda promessa. All’amico Luca avevo promesso che avrei cominciato a usare i piatti bianchi, che fanno risaltare la pietanza, anziché i piatti panna con i fiori di Colì (Puglia) che uso di solito.

Bene, arriviamo agli spaghetti alla carbonara.

Quello che so di questo piatto l’ho letto su internet, per cui non vi annoio con cose che altri hanno scritto in modi migliori del mio. Il fatto che se la giochino tra romani e napoletani non è un argomento che mi appassiona. Certo, trovo sempre molto grazioso l’aneddoto che darebbe la primogenitura ai campani, i quali, ospiti degli alleati nella seconda guerra monidale, «destrutturarono» il bacon e le uova strapazzate (scrambled eggs) della colazione a stelle e strisce per farli diventare il piatto che conosciamo.

Oggi, causa anche un avanzo di ottimo guanciale di Amatrice e di pecorino romano stagionato, ho deciso che avrei seguito la tradizione più romanesca. Di solito, però, al posto di guanciale e pecorino uso pancetta e Parmigiano Reggiano. Di sicuro più delicata la seconda.

Passiamo alla preparazione.

Per 1 persona

80 g di spaghetti monograno Felicetti (Matt)

2 tuorli d’uovo

25 g di guanciale

25 g di pecorino romano stagionato grattugiato

noce moscata

pepe nero

sale

Attenzione: aumentando le persone, non aumentano proporzionalmente le uova. Per capirci, un tuorlo a persona più uno per la padella.

Mettete a bollire abbondante acqua, che salerete alla bollitura.

Affettate a strisce un po’ grosse il guanciale e mettetelo a soffriggere senza alcun condimento.

Preparate i due tuorli sbattuti con un pizzico di sale e un po’ di noce moscata grattugiata (a piacere). Aggiungete il pecorino grattugiato e, aiutandovi con una forchetta, create una crema densa e uniforme.

Quando il guanciale sarà appena croccante, toglietelo dal fuoco e mettetelo nel recipiente insieme all’uovo, sbattendo bene così che l’uovo non coaguli per il calore.

Alla cottura della vostra pasta, scolatela bene e aggiungetela al condimento. Per facilitare l’operazione senza che l’uovo diventi grumoso (praticamente l’uovo con il troppo calore coagula, o meglio ancora si cuoce!), iniziate con una forchettata di spaghetti, mescolate bene e velocemente, aggiungetene una seconda, mescolate, aggiungete la pasta mancante.

Servite con un’abbondante sgranata di pepe nero. E la vostra carbonara è pronta!

PS: scansate come la peste chi fa la carbonara: 1) con la pancetta già tagliata a cubetti venduta nei supermercati; 2) con la panna; 3) anche con gli albumi…

E adesso vi lascio con la canzone del giorno, che ho scoperto essere una pratica molto gradita.

Si tratta di un brano dell’inglese Gold Panda, intitolato «Marriage». Buon ascolto!