Salsiccia di Bra con la mia peperonata

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Innanzitutto, un grazie di cuore al mio amico Nicola, che dalla Repubblica Ceca mi ha inviato questa nuova testata, oltre a darmi qualche consiglio di grafica. Cercherò di stare attento alle sue indicazioni 🙂
Per la ricetta, come potrete capire si tratta di un altro utilizzo di quella prelibatezza, nota come salsiccia di Bra.
Nel caso in ispecie, abbiamo preso la salsiccia ( nota bene: la salsiccia di Bra si presenta all’acquisto come una lunga spirale di circa un metro, direi a occhio), l’abbiamo tagliata a tocchi di circa 10 cm e l’abbiamo messa a cucinare in padella con un filo d’olio. Dopo che si è ben bene rosolata, abbiamo aggiunto un bicchiere di vino bianco. Leggermente sfumata la parte alcolica, abbiamo messo la padella in forno per circa 20 minuti. Abbiamo aggiunto del rodo vegetale, ne caso il fondo si asciugasse troppo.
A parte, abbiamo tagliato prima a coste e poi a rettangoli 3 peperoni (1 giallo, 1 rosso e 1 verde), abbiamo tagliato a pezzi 4 pomodori rossi freschi e abbiamo tagliato sottile mezza cipolla. Abbiamo messo in una padella con un po’ d’olio due spicchi d’aglio a rosolare con la cipolla. Appena dorati,abbiamo aggiunto 2 alici di quelle sott’olio e fatte sciogliere a fuoco bassissimo.
Abbiamo aggiunto i peperoni e coperto con acqua. Messo il coperchio (io uso di solito l’alluminio, perché copre ma non del tutto, lasciando anche evaporare la parte liquida), abbiamo fatto andare per circa 1 ora e mezza, mescolando di tanto in tanto. Aggiustato di sale, evaporata quasi tutta la parte liquida, ecco la nostra peperonata.
L’abbiamo unita ai pezzi di salsiccia, un giro d’olio e una punta di rosmarino. Il vostro piatto è servito!

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Per la musica, ecco qua cosa vi regalo. Non ne parlo, non commento, vi lascio scaricare gratuitamente e senza infrangere alcuna regola. Mix deliziosi!!!

Pollo ripieno con prugne, speck e spinaci

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Ok, forse la foto non rende tanto l’idea (l’ha fatta con il cellulare il mio amico Luca e poi me l’ha inviata tramite mms… Quindi, la definizione è bassa), ma il prodotto è valido.

Si tratta di un petto di pollo che ho fatto ripieno con prugne ammollate nel brandy, speck e spinaci al vapore.

Il procedimento è abbastanza semplice. Per 4 persone, si prendono 2 petti di pollo, si aprono a libro e si salano e pepano all’interno. Ogni petto fa 2 parti. Poi si prendono 12 foglie di spinaci (3 per ogni parte di petto) e si cucinano al vapore. Dopodiché si posizionano all’interno del petto di pollo. Si coprono gli spinaci con una fetta di speck e si aggiungono 3 o 4 prugne secche, lasciate ammorbidirre per qualche ora in un bicchiere di brandy.

Si arrotola su sé stesso il mezzo petto, ricavandone un involtino. Si lega bene con lo spago da cucina e si fissano le punte con uno stuzzicadenti. Si avvolge poi nella carta stagnola. Si posiziona in un recipiente di Pyrex e si mette in forno a 180 °C per 15 minuti.

Si toglie dalla stagnola, si tolgono lo spago e gli stuzzicadenti che sigillavano le punte. Si prepara un fondo di soffritto con uno scalogno tritato, un mazzetto di erbette (io ho legato insieme 4 foglie di salvia, un ramo di rosmarino e 2 rametti di timo), un po’ di olio e una noce di burro. Si fa rosolare su tutti i lati il pollo. Si toglie e si taglia ogni mezzo petto in 4 parti.

Io ho aggiunto dei pomodorini confit, una fetta di carota e una di finocchio caramellate, nonché 4 asparagi croccanti al sesamo.

Un secondo squisito e poco costoso, che non guasta.

Per la musica, ieri ho ordinato il nuiovo disco di Monster Rally, appena messo in pre-order dalla Golden Robot Records.Il primo pezzo a disposizione (anche per il download) è «Jaguar». L’uscita del disco è prevista per il 19 giugno 2012.

Breve recensione, che sintetizza bene il suono di Monster Rally: «The perfect soundscape sabbatical from the real world – a lush, chill and beautiful holiday in your ears». Weekly Tape Deck

Tagliolini all’uovo con ragù di rana pescatrice

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Fatta venerdì, ve la propongo solo oggi, ma ne vale la pena. Si tratta dei tagliolini all’uovo con il ragù di rana pescatrice. La rana pescatrice – conosciuta anche come coda di rospo – è probabilmente il più brutto pesce che l’uomo conosca: non a caso la troverete sui banchi solo dalla testa (esclusa) in giù. La testa, che comunque sarebbe garanzia di freschezza, oltre che ottimo elemento per il brodo di pesce, non si trova quasi mai. Secondo me, in molti credono di spaventare i clienti. Io ne ho vista una di pezzatura gigante al mercato del pesce di Stoccolma: la esibivano come un mostro di profondità. Ovviamente, i giapponesi la fotografavano. Qualcuno dubitava?

Per fare il ragù è cosa semplice. tutte le dosi sono per 2 persone. Prendete 450 g di rana pescatrice, pulitela dalla sua pelle e dalla colonna vertebrale. Vi rimarranno circa 2,5 etti di carne utile. Tagliate i filetti a dadini di circa un paio di centimetri di lato. In una padella scaldate dell’olio di oliva con un paio di spicchi d’aglio. Quando sarà ben caldo, aggiungete la rana pescatrice a tocchetti. Saltatela un paio di minuti e poi aggiungete un bicchiere di vino bianco secco. Fate sfumare. Aggiungete 20 g di burro e lasciate insaporire. Aggiungete per 3 minuti una dozzina di pomodori datterini tagliati a metà. Il ragù sarà subito pronto e bello sugoso.

Ora bisogna fare la pasta.

Prendete 90 g di farina 0, versatela a cono sul tagliere e fate un cratere al centro. Mettete prima un pizzico di sale. Poi aggiungete 3 tuorli d’uovo e un cucchiaio di albume. Cominciate a mescolare con la forchetta. Quando sarà sufficiente amalgamato, prendete l’impasto in mano e lavoratelo per bene, finché non diventerà omogeneo e liscio. Fatelo riposare in un contenitore coperto con della pellicola trasparente per almeno 15 minuti.

Riprendete l’impasto e spianatelo aiutandovi con il mattatrello o con la macchina per la pasta. Tiratelo sottile e fate dei tagliolini di circa 2 mm di spessore.

Fate bollire dell’acqua abbondante, che salerete al bollore.

Tuffate i tagliolini. Dopo circa 2 minuti saranno cotti. Scolateli bene e metteteli nella padella con il sugo. Scaldate per bene mescolando il tutto.

Servite con una spruzzata di prezzemolo tritato e una grattugiata di buccia di limone. Un filo d’olio per chiudere il vostro piatto.

Buoni!

Canzone del giorno.

Mi è appena arrivato il disco dei Memoryhouse, intitolato «The Slideshow Effect». La canzone che ho scelto per voi si intitola «The Kids Were Wrong».

Buon ascolto!

Trancio di salmone con purè viola e pomodorini

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Eccoci qui a confrontarci con un classico pesce, buono in tutti i modi, nutriente, goloso.

Oggi mi sono dotato del mio trancetto di filetto di salmone. L’ho sciaquato sotto l’acqua corrente, l’ho asciugato con della carta assorbente. Ho tolto le spine con una pinzetta (potete verificare se ne sono rimaste passando con il palmo della mano la carne del pesce).

Ho girato il trancio e ho praticato alcune incisioni nella pelle del salmone, tenendola ttesa come se dovessi darle un pizzicotto. Nelle incisioni ho messo del sale.

Nel frattempo, ho messo sul fuoco una padella con abbondante acqua salata e 250 g di patate viola (le nostre vitelotte). Una volta lesssate, le ho schiacciate con lo schiacciapatate, ho aggiunto un mezzo bicchiere di latte e 20 g di burro. Messo sul fuoco il tutto, ho amalgamato per bene, fino a ottenere il purè.

A quel punto, nel forno preriscaldato a 220 °C, ho steso sulla placca un grappolo di datterini.

Ok, adesso possiamo partire con la cottura del salmone.

Ho preso una padella con il fondo antiaderente, l’ho unta per bene e l’ho fatta scaldare. A quel punto, ho appoggiato aiutandomi con una paletta il pesce dalla parte della pelle nell’olio bollente. Ora, non chiedetemi quanto deve cucinare. Si vede a occhio. È facile: osservando il filetto di salmone sul lato si vedrà quando sarà arrivato a tre quarti della cottura. Solo allora andrà girato (mi raccomando: si gira una volta sola!). Abbiate l’accortezza di farlo finire di cucinare sull’altro lato per un paio di minuti, tenendo la padella inclinata e la parte più alta del filetto a contatto con il bordo della padella: questo perché – come forse appare ovvio – è la parte più alta e che necessita di maggior calore.

Ok, a quel punto il salmone è pronto. Spegnete il fuoco e giratelo con la pelle a contatto con la padella ancora calda.

Cominciate a preparare il piatto. Un po’ di purè viola al centro, il grappolo di datterini da una parte e a quel punto poggiate il salmone sopra il purè.

Un filo di olio a condire e una spruzzata di fior di sale sui datterini.

Buono, semplice e nutriente 🙂

Passiamo alla canzone. Qualche tempo fa, ho avuto l’occasione di conoscere per email un simpatico ragazzo greco, che vive a Milano. Ci siamo scambiati della corrispondenza e lui mi ha fatto conoscere la sua produzione musicale. Il suo nome d’arte è Larry Gus. Io vi propongo il disco «24 Beats (July ’11)». I brani sono singolarmente piuttosto brevi, per cui forse è meglio apprezzare il lavoro nel suo complesso.

Buon ascolto!

Filetto di branzino con chips viola e pomodori costoluti

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Ok, è da qualche giorno che ci giro intorno. Sì, alle cosiddette patate viola, note correttamente come vitellotte (credo che si pronunci alla francese).

Si tratta di una patata profumata, con un intenso aroma di castagna, leggermente dolce e poco più collosa della normale patata bianca.

Ordunque, ho preparato un bel filetto di branzino, accuratamente spinato. Attenzione alle spine che si trovano all’interno delle carni: si tolgono con una pinzetta da pesce (o con una comune pinzetta per le ciglia, al bisogno) Sul verso della pelle, praticate dei tagli dall’alto verso il basso, tenendo ben stretta la carne del pesce, come a dargli un pizzico. Nelle incisioni praticate spargete poco sale.

Il pesce lo metterete in padella con olio ben caldo, prima dalla parte della pelle e, dopo 5 minuti quando la pelle sarà rosolata, giratelo. Altri 5 minuti e sarà cotto. Non eccedete, altrimenti si asciugherà.

Per le chips viola, andate dal mio verduraio preferito e ditegli che vi ho mandato io :) Altrimenti, provate a ordinarle dal vostro. Non sono rare, ma sono poco uasate, quindi poco comuni. Affettate le patate con la mandolina tenendo la buccia. Per il resto, affidatevi all’altro mio post con le chips.

Ok, i pomodori tagliateli a fettine sottili come chips e copriteli con un po’ di fior di sale.

Impiattate ed è fatto!Per la canzone del giorno, mi affido alle note di Erneste Greene, in arte Washed Out, un texano (dagli occhi di ghiaccio?) dal tocco magico.

Washed Out – Amor Fati

Filetto di maiale avvolto nello speck guarnito con pepe rosa, con contorno di funghi champignon e pomodori costoluti

Ci sono giorni in cui un po’ di carne ti fa star bene al mondo, senza però esagerare. Non ti vuoi appesantire, allora punti su una carne relativamente magra: il filetto di maiale.

Qui lo troverete avvolto nello speck e guarnito con il pepe rosa, con un contorno di funghi champignon e pomodori costoluti.

È più lungo il nome della preparazione.

Prendiamo un filetto di maiale di circa 500|600 g. Tagliamolo a dischi abbastanza alti (3|4 cm), saliamolo sopra e sotto. Dovrebbero risultare 8 fette di filetto. Prendiamo adesso 8 fette di speck. Tagliamole a metà per il lungo, poiché una fetta difficilmente farà il giro di tutta la fetta di filetto (almeno così capita a me). Può andare bene ottimamente anche un altro salume, come una pancetta arrotolata o un lardo. Leghiamo con lo spago le fette di speck attorno ai filetti. Scaldiamo in una padella antiaderente un po’ di olio extravergine di oliva. Quando la padella sarà bella rovente, mettiamo i filetti, che cominceranno a cucinare allegramente. La cottura dal primo lato sarà di circa 10 minuti. Giriamo i filetti. Aggiungiamo un generoso pezzo di burro e con il condimento cominciamo a ungere i filetti nel lato superiore, mentre questi continuano a cuocere. Aggiungiamo dopo poco il pepe rosa, che donerà  alla carne il suo caratteristico aroma. Incliniamo la padella per raccogliere il grasso che versiamo sopra la carne. Non spaventatevi: serve per mantenere morbida la carne. Dopo altri 5 minuti, la carne può essere tolta dalla padella. Appoggiate i filetti sopra una grata (tipo quella del forno) e lasciate gocciolare il sugo sopra un piatto.

Nel frattempo, avrete preparato dei funghi champignon trifolati in padella.

Tagliati a fette, versateli in una padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio. Lasciateli soffriggere per qualche minuto, poi aggiungete del sale. A quel punto, i funghi cominceranno a espellere la loro acqua. Lasciate asciugare, poi aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco, che lascerete sfumare. Lasciate cuocere a fuoco sostenuto, rigirando spesso.

Quando i funghi saranno cotti, evidenziando la rosolatura sui lati, toglieteli e metteteli in un piatto con un filo di olio crudo e del prezzemolo tagliato (non maciullato!).

I pomodori, tagliati a fette, saranno conditi con una leggera citronette. Come si fa? Un terzo di limone, due terzi di olio extravergine di oliva e poi sale e pepe a piacere. Tip: usate un vasetto di vetro o un biberon da cucina. Vi permetterà di capire perfettamente la quantità di limone e olio. Chiudendo il contenitore, shakerate: l’emulsione sarà pronta in un attimo e sarà perfetta. Al bisogno, aggiustate (olio, limone, sale o pepe che sia).

Ovvietà: il filo da cucina va tolto dai filetti, prima di servire. Inoltre, cercate di organizzarvi, così da avere le pietanze pronte più o meno nello stesso tempo. Tenete presente che il filetto deve riposare qualche minuto. Così verserà il suo sugo (che userete per condire il piatto) finendo al contempo la cottura.

Be’, spero di essere stato chiaro.

Se avete dubbi, scrivete. Cercherò di spiegare meglio i passaggi più “oscuri”.

Buona notte!!!