Tortelli rossi, ripieni di broccolo e casolét, su purè di sedano rapa

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Non se ne parla proprio che io lasci il mio blog senza un piatto entro la fine dell’anno. Sarà pure un po’ che non lo alimento (il che, per un blog di cucina, è tutto un dire), ma certamente non me ne sono dimenticato. Sono stato preso a fare dell’altro. Tutto qui.
Ora, veniamo a questi tortelli. Come spesso accade, sono frutto di qualche recupero. Ma non per questo sono da disdegnare. Infatti, durante le feste natalizie, avevo usato dell’albume di uovo per chiarificare il brodo. Per questo mi sono avanzati i tuorli. Quindi, che ci facciamo? Ma della pasta, ovviamente! Anziché la versione light, che prevede un uovo per 100 g di farina, in questo caso abbiamo fatto la versione strong, cioè quella composta da soli tuorli. Quindi, 120 g di farina di grano tenero tipo 00 per 4 tuorli. Aggiungiamo all’impasto un pizzico di sale e soprattutto un cucchiaino colmo di conserva di pomodoro sciolta in un cucchiaio di acqua tiepida. Aggiungiamo anche un cucchiaio di olio all’impasto. La pasta prenderà così quel bel colore rossastro che vedete nella foto.
Per il ripieno, prendiamo un quinto di forma piccola di casolét, circa 100 g. Tagliamo il formaggio a pezzetti e con il mixer lo frulliamo per sbriciolarlo al meglio. Ora, abbiamo messo a bollire un mezzo broccolo in acqua salata (solo i fiori). Quando sarà cotto al dente, lo scoleremo, usando una ramina, direttamente in una bacinella contenente acqua e ghiaccio, così manterrà un bel colore verde brillante. Appena raffreddato. Lo aggiungeremo al formaggio e faremo diventare il tutto una crema sufficientemente densa. Aggiusteremo di sale, pepe e una grattata di noce moscata. Lasciamolo riposare per un quarto d’ora.
Tiriamo la pasta, usando la macchinetta, fino al livello più sottile. Sulle strisce di pasta metteremo un cucchiaino di ripieno a distanza di due dita l’uno dall’altro, a distanza di poco più di un dito dal fondo. Spero di essermi spiegato… A quel punto, prima passiamo con il pennello bagnato di acqua tiepida sui tre lati che si dovranno sigillare, poi ripieghiamo verso di noi la striscia di pasta. Schiacciando con le dita completiamo l’operazione di chiusura, stando attenti a non lasciare aria all’interno. Con la rotella taglia pasta finiremo l’operazione.
Con le dosi date, dovrebbero venire circa 30 tortelli. E con 5 a testa si fa un bel primo.
Bene, io poi questi tortelli li ho messi su un letto di purè di sedano rapa, perché mi piace l’abbinamento con il dolce leggero di questa radice. Ma non escludo di provare altri abbinamenti.
Per fare il purè di sedano rapa potete procedere in questo modo. Prendete mezza radice, la tagliate a dischi larghi 1 cm, poi a strisce e infine a cubetti di circa 1 cm di lato. A questo punto, metteteli in un pentolino e copriteli a filo con il latte. Fate sobbollire dolcemente, finché il sedano rapa sarà diventato tenero. Aggiungete un cucchiaio di burro, frullate bene, aggiustate di sale, pepe e con un pizzico di noce moscata.
Io ho steso il purè sul fondo del piatto, ho cotto per circa 5 minuti in acqua salata i tortelli (per un uso più consapevole dell’acqua ho riutilizzato quella usata per cucinare i broccoli e il ghiaccio) e poi li ho appoggiati sopra il purè. Infine, ho aggiunto a decorazione del sale nero delle Hawaii.
Belli sono belli, buoni sono buoni. Mi auguro che li facciate e che mi diciate il vostro parere!

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Ravioli verdi con rana pescatrice

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Yo, boys & girls! Oggi è il Record Store Day. Musica dappertutto nelle strade di Londra, New York, Los Angeles, e mille altre città nel mondo che aderiscono a questa iniziativa. Oggi è un giorno di felicità per chi ama la musica. E il tempo ci vuole sempre bene. God loves music, probabilmente :)Se non avete un negozio che aderisce al RSD a portata, dedicatevi alla musica. Ascoltatela, scaricatela, amatela, amate con la musica, fate l’amore con la musica. Un pentagramma ci salverà dal ritorno alla brutalità.

E al RSD dedico questo piatto. Meravigliosi tortelli o ravioli verdi con un ripieno a base di rana pescatrice. Il ripieno è il medesimo che trovate qui. D’altronde, se una cosa è buona si può anche replicare, no? Per l’impasto, ho preso 200 g di farina 00 e ho fatto la montagnola classica sul tagliere. Sopra ho versato un impasto composto da 2 uova frullate insieme a 100 g di spinaci lessati e ben strizzati. La quantità di farina necessaria potrebbe aumentare fino a una ventina di grammi, a seconda dell’umidità dell’impasto, della grandezza delle uova, ecc.

I ravioli li ho composti esattamente come quelli di patate: un disco, un cucchiaino di ripieno, spennellata di uovo per sigillare, sovrapposizione del secondo disco, fuoriuscita dell’aria con la pressione delle dita (e chiusura definitiva con i rebbi, i denti della forchetta, per capirci).

Condimento? Io mi sono limitato a prendere quel po’ disugo che avanzava dalla cottura della rana pescatrice, ho aggiunto un po’ di olio, ancora un goccio di vino bianco per esaltare l’acidità e salto finale dei ravioli.

Da leccarsi i baffi!

PS: Con una coda di rospo e l’impasto di cui sopra vengono circa 30 ravioli: una dose per 10 persone!

E torniamo alla musica. Per la giornata odierna, la mia scelta cade su questa raccolta della Sub Pop, intitolata «Terminal Sales Volume 5: Mixed Nuts». Adorabile 🙂

Tortelli alla Ste

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Ed eccoli qua, i miei tortelli. Un ripieno rivisitato, rispetto alla tradizione. E un impasto aromatizzato.

Vediamoli nel dettaglio.

Tanto per cominciare, il ripieno. Frutto di un avanzo di un ottimo bollito, ho messo insieme 100 g di vitello, 150 g di cappone, 200 g di manzo. A questi ho aggiunto 100 g di mortadella, 100 g di prosciutto crudo, 3 uova, 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, mezza noce moscata e la buccia di mezzo limone grattugiata. Tritata la carne, la mortadella e il prosciutto. ho aggiunto gli altri elementi e ho mescolato per bene il tutto. Ne ho ricavato un impasto uniforme, umido il giusto e ben equilibrato negli aromi.
PS: il ripieno ottenuto è moltissimo. Per 4 persone ne basterà un pugno.

Per la pasta all’uovo, il procedimento è sempre lo stesso. Andate a vedere il post in cui si parla di pasta all’uovo (per 2 persone) fatta con 3 tuorli di uova, 90 g di farina 0, un pizzico di sale, un po’ di albume se la pasta fosse troppo dura…

In questo caso, mentre tiravo la pasta con la mia Imperia, ho aggiunto delle foglie di salvia, oppure fdi rosmarino, o ancora di menta. Così la pasta prende tre differenti sapori. Molto delicati e interessanti.

Per il brodo, fate un classico brodo di carne con cappone, manzo e vitello, più un paio di pezzi di osso. Aggiungete sedano, cipolla, carote, prezzemolo, alloro, ginepro, grani di pepe. Fate a sentimento. Comunque andrà bene.

Dopo averlo fatto bollire per un paio di ore, toglieyte la carne, aschiumate e mettete a raffreddare. Il giorno successivo, togliete il grasso in eccesso.

Se volete ottenere un brodo bello chiaro, allora sbattete a neve 3 albumi di uovo. Aggiungeteli al brodo e mettete sul fuoco. Con una frusta cominciate a mescolare, finché il brodo avrà preso il bollore (è la parte più noiosa). Poi lasciate cucinare per 45 minuti. A quel punto, gli albumi avranno raggruppato tutte le impurità del brodo e il vostro sarà limpido come acqua di fonte.

I tortelli li ho fatti ottenendo dei quadrati dalle strisce di pasta di circa 10 cm di lato. Spennellate con dell’albume il foglio di pasta, ponete una pallina di ripieno sul lato basso della pasta. Un paio di centimetri separano una pallina dall’altra. Le palline saranno a circa un paio di cm dal lato basso. Quando richiuderete il lembo superiore a quello inferiore, otterrete i ravioli veri e propri, schiacciando con i polpastrelli tra una pallina e l’altra. Attenti a fare uscire tutta l’aria. Sigillate con il taglia pasta seghettato.

Nel brodo salato al punto giusto, fare cucinare per circa 15 minuti. Poi fate riposare per altri 15 minuti a fuoco spento.

Be’, spero di essere stato abbastanza chiaro.

Ora la musica. I Death In Vegas sono sempre stati uno dei miei gruppi elettronici preferiti. Forse sono sconosciuti. Ma questo pezzo è seminale per il genere. Sto parlando di «Hands Around My Throat». Ascoltatevelo. E buona Pasqua, per quel che vale…

Ravioli di patate ripieni di rana pescatrice

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Giuro, basta. Ultimo raviolo di patate. Altrimenti rischio di essere ostracizzato dai vostri passaggi sul mio blog.

Questo raviolo è fatto con il medesimo impasto degli altri. Il ripieno, però, è a base di rana pescatrice. Allora, per avere il ripieno per 15|16 ravioli, vi servono 150 g di filetto di rana pescatrice, 100 g di ricotta, 1 tuorlo d’uovo, 1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano, scorza di limone, 5|6 fili di erba cipollina, sale, pepe. Per concludere il piatto, procuratevi anche la vescica contenente il nero di 1 seppia.

Prendete il filetto (già pulito dalla pelle) della rana pescatrice e tagliatelo a cubetti. In una padella antiaderente con un filo d’olio fate rosolare il pesce per un paio di minuti. Appena scomparse le tracce di rosa, aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco e sfumate velocemente. togliete il pesce (lasciando il sugo da parte) e tritatelo grossolanamente. In una ciotola, mettete il pesce tritato, la ricotta, il limone grattugiato, il cucchiaio di Parmigiano e il tuorlo d’uovo. Mescolate bene, facendo diventare l’impasto uniforme. Aggiustate con pepe e sale.

Ora potete con un cucchiaino riempire i ravioli.

Cuoceteli e ripassateli nella padella contenente il sugo della rana pescatrice addizionato di un po’ di olio. Servite nel piatto, lucidando con un filo di burro alle noci (per farlo, tritate e unite nel mixer una parte di noci e due di burro, per esempio 10 g di noci ogni 20 g di burro).

Decorate con una pennellata di nero di seppia sul fondo del piatto (naturale, non confezionato!), una grattugiata di scorza di limone e qualche filo di erba cipollina sui ravioli.

Nella foto, mi sono dimenticato dell’erba cipollina. Ho mangiato i ravioli e mi sono trovato con l’erba cipollina messa da parte… Cose che capitano 🙂

Arriviamo alla musica. Vi ho parlato poco tempo fa della band inglese Yuck. In questo caso, vi faccio sentire Oupa, che altro non è che il side project di Daniel Blumberg, voce e chitarra degli Yuck. L’ex leader dei  Cajun Dance Party (per chi se li ricorda) dà sfogo con Oupa alla sua vena intimista, suonando al pianoforte delicatissime ballate. Qui lo troviamo al fianco di Tony Crow dei celebri Lambchop per suonare una cover di Porcelain Raft (nome d’arte, come saprete, di Mauro Remiddi). Insomma, una tripletta niente male!

Il brano per Oupa e Tony Crow è «Backwords». Buon ascolto 🙂

Ravioli di patate con ripieno di ricotta e spinaci

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Qualche chilo di patate vecchie da utilizzare, un amore particolare per la pasta ripiena ed ecco che il gioco è fatto.

Oggi vi propongo questi ravioli (o tortelloni, come preferite), fatti come un impasto per gli gnocchi. La suggestione, se così si può chiamare, mi viene da un piatto tipico della nostra tradizione trentina, che è un  rotolo di patate con gli spinaci e la ricotta. Cotto nel canovaccio in acqua bollente, il rotolo viene poi tagliato a fette e diventa una specie di Girella dei golosi di patate 🙂

Per la nostra ricetta, per 4 persone, prendete 500 g di patate. Fatele lessare in acqua salata. Schiacciatele con lo schiacciapatate sopra un mucchietto di 200 g di farina 0, mescoltate e impastate, finché l’impasto diventa liscio e omogeneo. Potrebbe essere necessario aggiungere della farina.

Con un coppapasta piccolo ricavate dei dischetti. Sul primo posizionerete un cucchiaino di impasto, il secondo lo userete per coprite, schiacciando bene con i polpastrelli, evitando che rimanga aria all’interno.

Il ripieno l’ho fatto con: 1 tuorlo d’uovo, 100 g di ricotta, 50 g di ricotta affumicata, un cucchiaio colmo di Parmigiano grattugiato, abbondante noce moscata, 2|3 ciuffi di spinaci precedentemente lessati, saltati nel burro e tritati finemente, sale. Il ripieno va mescolato bene e lasciato riposare per almeno un quarto d’ora.

I ravioli ottenuti butteteli (non troppi, 3|4 per volta) in una pentola con acqua salata bollente. Quando emergono, sono da togliere (esattamente come gli gnocchi).

Condite a piacere. Qui con un filo di burro e qualche pomodorino datterino.

Per la musica, il disco dei Total Slecker, sotto contratto per la Marshall Teller Records, intitolato «Trashin’». Molto rock!