Brisa, Parmigiano e cavolo cappuccio

20121016-094442.jpg

La brisa non la concepisco in nessun altro modo. Il porcino, fungo delizioso e alquanto delicato, secondo me può essere mangiato solo crudo. Con moderazione, anche perché – è noto – tutti i funghi, se non cucinati, portano con sé un’alta carica tossica. È visto che noi ai nostri reni ci teniamo… Ovvio, comunque, che ce ne vogliono di brise per farvi stare male!
Ma torniamo al nostro antipasto. Più di stagione di così si muore ( vabbe’, umorismo che non vale una cicca…).
Intanto, andate al mercato e procuratevi un paio di etti di porcini. Basteranno per due persone (e sono abbondanti). Per la pulizia e altre informazioni, fatevi consigliare da chi vi vende qualcosa. Il più delle volte, oltre l’aspetto commerciale, c’è anche da parte loro grande conoscenza e amore per quello che fanno. Non siamo nati per prendere tutto da uno scaffale e basta. Questi piccoli commercianti saranno contenti di condividere con voi le loro conoscenze (tempo permettendo).
Torniamo (e due!) al nostro antipasto.
Prese le brise e pulite dai residui di terra, affettatele sottilmente. Ci sono vari modi. Con l’attrezzo che si usa per i tartufi, per esempio. Ma anche con quel l’oggetto che c’è in tutte le case, usato per affettare sottilmente verdure, patate, ecc. Fate con cautela, mi raccomando, e occhio alle dita!
Prendete del cavolo cappuccio e affettatelo con il coltello o con lo stesso strumento di prima. Quantità a piacere. Prendete ancora lo stesso strumento o uno sbucciapatate e tagliate da un pezzo di Parmigiano Reggiano delle scaglie di formaggio. Quattro o cinque a testa sono più che sufficienti.
Fate una leggera vinagrette con un terzo di aceto di mele, due terzi di olio di oliva, sale e condite il cavolo affettato. Aggiungete un cucchiaio di semi di cumino e mescolate bene. Mettete nel piatto le scaglie di porcino, quelle di grana e al centro un pugnetto di cavolo cappuccio. Spolverata di pepe nero e il gioco è fatto.
Non è che la variazione di un antipasto che si trova spesso, soprattutto dalle nostre parti. Ma non capisco perché nessuno che io abbia visto usa il cavolo, verdura così tipica del nostro territorio. Stranezze incomprensibili!

20121016-094426.jpg

 

Nel mio Soundcloud, ieri ho trovato la nuova raccolta dell’etichetta francese Kitsuné: siamo al numero 14 e al decimo anniversario. Buon compleanno, Kitsuné! Qua sotto per ascoltarlo e qui potete comprare la raccolta direttamente dal loro web shop.

Le mie crepès

20120526-101125.jpg
Ciao, cari! Tornano i grandi classici della cucina delle nostre mamme. Io ho sempre adorato le crepès, sia dolci sia salate. E per la seconda versione, le mie preferite sono le classiche, ripiene di spiaci e ricotta, con la salsa di pomodoro e la besciamella.

Qui non c’è molto da spiegare. Questa è una di quelle ricette che ti vengono perché le hai sempre fatte. Le faceva la mamma, tu le hai fatte insieme a lei, ora te le fai ogni volta che ti va.
Facciamo uno sforzo per individuare un po’ di dosi. Queste sono per 8 crespelle.
Prendiamo 2 uova, le mettiamo in un recipiente piuttosto grande e le sbattiamo. Aggiungiamo 150 g di farina 00 setacciata e mescoliamo, evitando i grumi. Aggiungiamo mezzo litro di latte. Poi 2 prese di sale. Mescoliamo bene e lasciamo riposare per 30 minuti.
Prendiamo una padellina con fondo antiaderente. Ci sono in commercio quelle specifiche, che hanno dimensioni e conformazione perfette.
Ungiamo il fondo con un po’ di burro (attenzione, il fondo ha solo un velo di grasso) e, aiutandoci con un mestolino o con un cucchiaio grande, spargiamo sul fondo della padella una buona dose del liquido per le crespelle. Per versare, si parte dal centro verso l’esterno, con un movimento circolare continuo. Dovreste farcela in 3 giri. La crespella non si deve attaccare, si deve cuocere il giusto e va girata una sola volta. Facile, no? Scherzo, non lo è, ma bisogna fare quel po’ di esperienza che fa la differenza.
Le crespelle, una volta fatte, le lasciate da parte, in un piatto, una sopra l’altra.
Per il ripieno. Prendiamo 250 g di ricotta e altrettanti di spinaci. Questi ultimi li cucineremo al vapore, li strizzeremo per bene e li triteremo finemente.
Poi li mescoleremo con la ricotta, a cui aggiungeremo 25 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, noce moscata a piacere e un po’ di sale e pepe.
Con un cucchiaio ci aiuteremo a fare dei cannoli con le crespelle ripieni di questo composto.
Per il condimento, faremo una salsa di pomodoro. E qui c’è poco da spiegare. Ognuno la fa a modo suo, compatibilmente con le stagioni e con i pomodori che si trovano. In questi giorni, io prendo i pomodori peretta, li cuocio in una pentola di terracotta con olio e due spicchi d’aglio, quando sono esausti li passo al passaverdura fine e rimetto la salsa ottenuta nella pentola di coccio per un paio d’ore per la seconda fase della cottura. Solo alla fine, a fuoco spento, aggiungo basilico e aggiusto di sale. Ovviamente il tutto avviene a fuoco bassissimo.
Per la besciamella, ricetta classica: 50 g di burro in una pentola. Fatti sciogliere, aggiunti 50 g di farina. Amalgamato il tutto per 5 minuti fate cucinare, aggiungete poi 50 cl di latte. Sempre con la frusta, continuate a mescolare per una mezz’ora, salando e aggiungendo un po’ di noce moscata, se vi aggrada.
In una pirofila, fondo di burro spalmato a crudo, sopra 4 crespelle ripiene, sopra la salsa di pomodoro e poi la besciamella. Secondo strato, ripetere l’operazione. On the top aggiungete del Parmigiano Reggiano grattugiato abbondante. Qualche fiocco di burro e via in forno preriscaldato a 180 °C.
Quando sfornate, fatevi sotto, qualche foglia di basilico, un filo d’olio e il piatto è pronto 🙂

20120526-101115.jpg

Per la musica, ecco il brano della settimana. Non è il mio genere. È un pezzo di house prodotto da uno svedese, che secondo me in molti balleranno quest’estate. Ecco il video di AVICII con «Silhouettes». David Guetta docet.

Risotto al limone

Image

Ok, oggi si parla di… risotto! Ricetta piuttosto comune, questa. Viene però sempre bene, è facile, è buona.

L’importante è dosare bene gli elementi che la compongono.

Cominciamo dall’inizio.

Tritiamo 2 o 3 rametti di rosmarino (solo le foglie, è ovvio). Grattugiamo la scorza non trattata di un limone e spremiamo il succo del limone intero. Prepariamo del brodo di verdura bello bollente (io, come sa chi mi legge, preferisco farmelo con un po’ di verdura e magari tenerne in frigo una bottiglia sempre pronta, anziché usare il brodo granulare). Tritiamo sottile mezza cipolla bianca.

Ok, adesso una padella larga o la mia pentola di rame con cui mi trovo alla perfezione per i risotti (e non solo). Un abbondante filo d’olio, la cipolla tritata e facciamo soffriggere lentamente a fuoco basso. Quando sarà cucinata (non bruciata), aggiungiamo il riso (140 g per 2 persone sono delle belle razioni).

Facciamo sigillare i chicchi, tostandoli a fuoco medio. Sfumiamo con mezzo bicchiere di vino bianco secco. Poi cominciamo a unire il brodo un mestolo alla volta. Ogni volta, attendiamo che si asciughi prima di mettere il mestolo successivo. In questo caso, alterniamo con il succo di limone. Ovvero, in un secondo pentolino avremo il succo di limone con un po’ di brodo. Quindi alterniamo i 2 brodi.

Tip: il risotto non va salato, ma si sala il brodo. Quindi, regolatevi di conseguenza.

Ora, a metà cottura, aggiungiamo metà del rosmarino tritato. Continuiamo la cottura. In tutto ci vogliono circa 15 minuti. Ma assaggiatelo (sia per il sale sia per il grado di cottura)!

Ok, ecco la fase finale. Aggiungiamo l’altra metà di rosmarino tritato, una noce di burro e un paio di cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato.

Copriamo e lasciamo riposare per circa 5 minuti. Il tempo di sistemare la tavola, mettere piatti, posate, tovagliette, bicchieri e acqua fresca (o vino).

Ora si può servire. Una punta di rosmarino, un po’ di scorza grattugiata di limone e un filo d’olio per completare l’aspetto estetico e aumentare il ritorno aromatico.

In 20 minuti da quando abbiamo cominciato è pronto. Per cui, non diciamo che non abbiamo tempo per farlo 🙂

20120502-140740.jpg

E ora la musica. Ieri ho seguito un po’ il Concerto del 1° Maggio. Non sono un fan della musica italiana, ma Capparezza e i Subsonica – che conosco – hanno fatto un bel lavoro sul palco. Per il resto…

Nel pomeriggio, ho sentito gli ospiti americani Young The Giant, che non sono male.

Ecco tutto il disco a disposizione per essere ascoltato. Se poi qualcuno lo vuole comprare, sa come fare.

Asparagi verdi con guanciale croccante

Image

A volte, il pranzo si presenta come uno scoglio. Troppo poco tempo, poca voglia di preparare, poca ispirazione… Così ho pensato a qualcosa di sostanzioso, di stagione, saporito e buono per tutti quelli che hanno 15 minuti per preparare.

Arrivati a casa? Ok, prendete 3 asparagi verdi un po’ grossetti. Preparate una padella con un goccio di olio e una noce di burro (chiarificato è meglio). In un altra padellina mettete 3 fette di guanciale. Più è buono meno puzza, ricordatevelo. Infine, in un pentolino mettete 50 cl di vino bianco e un cucchiaio di zucchero bianco. Accendete sotto il pentolino e lasciate andare. Intanto sbucciate gli asparagi, tagliate il fondo e, appena caldi i condimenti, metteteli in padella. Lasciateli cuocere così, a fuoco vivo, girandoli frequentemente. Quando sono quasi pronti, accendete sotto la padellina con le 3 fette di guanciale. In 1 minuto per lato sarà cotto e croccante.Mettete in un piatto prima le fettine di guanciale, sopra i 3 asparagi, aggiungete qualche scaglia di Parmigiano Reggiano einfine gocciolate con un cucchiaio la riduzione di vino bianco. Dopo circa 10 minuti, infatti, il vino sarà evaporato per 4/5 e lo zucchero lo renderà meno acido e leggermente caramellato.

Adesso avete 3 minuti per sbafarveli e tornare in ufficio. Semplice, no?

Se siete dei ghiottoni, potete aumentare le dosi. I tempi rimangono quelli.

E adesso un po’ di musica contro la banalità. Il polistrumentista americano Julian Lynch ha composto circa un anno fa questo disco, «Terra» (uscito per la Underwater Peoples Records). Antropologo e musicologo, Julian riesce a dare sotanza all’etereo del suono, formando nuovi archetipi che restituiscono vita alle sonorità che fuoriescono dai meandri della storia. Ecco tutto il disco. Abbuffatevi, che ne vale la pena.

Capsula di asparagi e prosciutto

Image

Il nome è un po’ così, l’aspetto forse anche, ma il sapore c’è tutto 🙂

Questa capsula di asparagi e prosciutto (e come dovrei chiamarla, secondo voi?)  mi viene dal mio approccio strutturalista. L’ho sempre pensato che è un grande filone del pensiero umano. All’università ne sono rimasto folgorato. E oggi, a distanza di anni, dopo averci provato nella letteratura (senza reale successo), nella musica (senza risultati sostanziali), ora metto in pratica il pensiero strutturalista nella cucina.

Base di partenza gli asparagi in salsa bolzanina.

Asparagi, uova, prosciutto. questi gli elementi base.

Orbene, ho cotto gli asparagi nella classica acqua bollente salata, con l’aggiunta di un cucchiaio di aceto di mele, di un cucchiaino di zucchero e di una noce di burro. Dal bollore, 10 minuti.

Tolti, messi sotto l’acqua fredda (per tenere il bianco) e lasciati ad asciugare.

Con l’aiuto di un po’ di carta forno, ho foderato l’interno di un coppapasta piccolo. Messo a corona all’interno del coppapasta una fetta di prosciutto cotto affumicato e un’altra sul fondo. A parte, un uovo sbattuto con sale, pepe e un paio di cucchiai di Parmigiano grattugiato. Prese le punte degli asparagi (qui le ho mischiate con l’altra metà, perché io gli asparagi non li butto, ma potete tenere la parte bassa per un riso, se volete far bella figura con le sole punte) e messe all’interno del coppapasta foderato. Quando lo spazio è riempito (non in modo eccessivo, però), ho fatto colare dall’alto con attenzione e lentezza la crema di uovo. In questo modo, ha riempito gli interstizi tra gli asparagi, ma ha anche ricoperto le punte.

In forno a massima temperatura per 20 minuti. Tenete d’occhio, però, che non bruci.

Variante possibile. Se volete ottenere un effetto soufflé, allora il bianco lo dovrete montare a parte e incorporare al rosso con il formaggio. Poi lo verserete per primo nel coppapasta foderato di prosciutto e alla fine le punte di asparago. Dovrebbe “soffiare”, ma non ho provato ancora, a essere sincero. La prossima volta lo faccio, giuro!

Per la musica, sono piuttosto eccitato dall’avvicinarsi del 21 aprile, Record Store Day. Purtroppo, quest’anno non potrò andare a Londra, come ho fatto negli anni passati, ma vedrò di farmene una ragione.

La Domino Recordings proporrà, tra i vari dischi, anche quello degli She & Him. qui con la canzone «Sentimental Heart». Delicata!

Ravioli di patate con ripieno di ricotta e spinaci

Image

Qualche chilo di patate vecchie da utilizzare, un amore particolare per la pasta ripiena ed ecco che il gioco è fatto.

Oggi vi propongo questi ravioli (o tortelloni, come preferite), fatti come un impasto per gli gnocchi. La suggestione, se così si può chiamare, mi viene da un piatto tipico della nostra tradizione trentina, che è un  rotolo di patate con gli spinaci e la ricotta. Cotto nel canovaccio in acqua bollente, il rotolo viene poi tagliato a fette e diventa una specie di Girella dei golosi di patate 🙂

Per la nostra ricetta, per 4 persone, prendete 500 g di patate. Fatele lessare in acqua salata. Schiacciatele con lo schiacciapatate sopra un mucchietto di 200 g di farina 0, mescoltate e impastate, finché l’impasto diventa liscio e omogeneo. Potrebbe essere necessario aggiungere della farina.

Con un coppapasta piccolo ricavate dei dischetti. Sul primo posizionerete un cucchiaino di impasto, il secondo lo userete per coprite, schiacciando bene con i polpastrelli, evitando che rimanga aria all’interno.

Il ripieno l’ho fatto con: 1 tuorlo d’uovo, 100 g di ricotta, 50 g di ricotta affumicata, un cucchiaio colmo di Parmigiano grattugiato, abbondante noce moscata, 2|3 ciuffi di spinaci precedentemente lessati, saltati nel burro e tritati finemente, sale. Il ripieno va mescolato bene e lasciato riposare per almeno un quarto d’ora.

I ravioli ottenuti butteteli (non troppi, 3|4 per volta) in una pentola con acqua salata bollente. Quando emergono, sono da togliere (esattamente come gli gnocchi).

Condite a piacere. Qui con un filo di burro e qualche pomodorino datterino.

Per la musica, il disco dei Total Slecker, sotto contratto per la Marshall Teller Records, intitolato «Trashin’». Molto rock!

L’oro italiano

20120310-024124.jpg

Ok, mi sono detto. Vuoi andare a MasterChef? Tocca fare qualcosa di facile, gustoso e originale. E qui serve anche per riscattarmi dai tonnarelli. Ciò non toglie che domani tornerò all’antico 🙂
Allora, mi sono detto: per cosa è famosa l’Italia? No, non solo per la mafia. Anche per il sole e il mare, oltre alle belle cose da ammirare nei musei (quando li trovate aperti…).
E allora, ho detto, visto l’avvicinarsi anche della primavera, che sole sia!
Perciò, un bel piatto giallo. Giallo come l’oro, appunto. E giallo come il sole, anche. Risotto allo zafferano su biscotto di Parmigiano Reggiano con carciofini e scorza di limone.
La ricetta è semplice. Cominciamo dal biscotto. Tutte le dosi sono per 2 persone.
Biscotto di Parmigiano
Prendete 2 tuorli d’uovo, sbattetelo e aggiungete circa 60 g di Parmigiano Reggiano. Lavoratelo finché diventerà una crema molto liscia e densa. Aiutandovi con un coppapasta (se proprio volete la forma circolare) spalmate sulla carta da forno la crema. Poggiate sulla placca e infornate a 180 gradi. Toglietelo solo quando sarà ben biscottato (circa 15 minuti, mi pare; comunque tenetelo d’occhio).
Carciofini
Prendete 3 carciofi, di quelli piccoli e deliziosi anche crudi. Se siete fortunati e trovate i “violetti di Sant’Erasmo” ancora meglio. Dopo aver tolto le foglie più esterne e tagliata la punta, metteteli tagliati a metà in acqua acidulata con il limone. Come si sa, serve a evitare che anneriscano. I carciofi, ricchi di ferro, si ossidano immediatamente a contatto con l’aria.
Scottateli in una padella in cui avrete fatto soffrigge in un paio di cucchiai di olio di oliva uno spicchio d’aglio. Aggiungete un mestolo di brodo vegetale bollente e coprite. Dopo 10 minuti saranno cotti.
Risotto allo zafferano
Procedimento classico, ma che vale sempre la pena ricordare. Padella con olio. Uno scalogno tritato finemente. Soffriggete piano lo scalogno, finché comincia a sciogliersi. Aggiungere 120|160 g di riso vialone nano (dipende se avete poca o tanta fame). A fuoco medio, tostate il riso. I chicchi si sigillano e non fuoriuscirà l’amido durante la cottura. Aggiungete un mestolo di brodo bollente, fino a coprire abbondantemente il riso. Lasciare andare senza toccare. Nel frattempo, prendete qualche stame (o stima) di zafferano abruzzese, sardo, fate voi. Scioglietelo nel brodo. Quando il riso sarà asciutto, aggiungete il brodo con lo zafferano. Fate lo stesso procedimento per circa 15 minuti, finché il risotto sarà cotto a dente. Aggiungete un pezzetto di burro, fate sciogliere, spegnete e aggiungete una bella manciata di Parmigiano grattugiato. Fate riposare coperto per 5 minuti.
Mettete nel piatto il biscotto. Sopra appoggiate il risotto. Sul risotto posizionate delicatamente 3 metà dei carciofi. Guarnite con qualche filo di scorza di limone e un filo di olio.
Delizioso. Il gusto morbido e rotondo del riso con la nota leggermente amarognola dello zafferano va a sposarsi con l’amaro palco più intenso del carciofo e l’acido del limone. Il biscotto bilancerà con la sua nota grassa e dolce.

Arriviamo alla musica. Un grande vecchio del funk sta per dare alle stampe un nuovo disco. Non avrebbe bisogno di presentazioni, visto che è dal 1960 che è sulla scena. Ma Bobby Womack va ascoltato ancora per quello cheriesce a dare. Anche in una cornice di musica e arrangiamenti moderni, la sua voce si sprigiona calda e avvolgente come quarant’anni fa, appunto. È stato quel demonio di Demon Albarn (fondatore dei Blur e artefice dei Gorillaz) che ha richiamato al lavoro Bobby nei ultimi 2 album dei Gorillaz, «Plastic Beach» e «The Fall». Poi, una intraprendente casa discografica inglese, la XL Recordings, ha messo sotto contratto il grande vecchio, facendogli fare un disco che promette molto bene. Questo il singolo, da poco online: «Please Forgive My Heart».

Bobby Womack – Please Forgive My Heart