Little chicken strikes again (ovvero il ritorno del galletto)

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Riecco il galletto, che mi rende così ghiotto!

Non ci sono particolari diffewrenze da quello che già vi ho proposto, se non nei contorni. Ma anche qui, le carote glassate (cotte in acqua gelata e burro insieme, fino alla consunzione della prima e quindi lasciate glassare nel secondo) e le patate allo zafferano (lessate e poi ripassate in burro, brodo e zafferano)sono note a chi legge il blog. Il galletto l’ho preparato in una nuova padella di una ditta tedesca. Devo dire eccezionale. Non la solita padella antiaderente, ma una lega di titanio che mantiene a lungo il calore, necessita di fiamma bassa per arrivare ad alte temperature, si pulisce perfettamente solo con un po’ di carta assorbente… Insomma, un mezzo miracolo 🙂

A parte questo, il procedimento è sempre lo stesso: rosolatura in padella con olio e burro del polletto (strofinato in precedenza con olio sulla pelle, sale e pepe) unendo salvia, rosmarino, alloro, bacche di ginepro schiacciate, aglio a tocchetti. Poi sfumata con abbondante vino bianco secco.

Poi, in forno a 180 °C, 15 minuti per lato. Unite qualche cucchiaio di brodo vegetale, se si asciuga.

Tolto dal forno, abbiate l’accortezza di toglierlo dalla padella e metterlo in un piatto per 10 minuti, prima di tagliarlo.

Nel frattempo, raccogliete il sughetto dalla padella, filtrandolo. Aggiungete un cucchiaio di farina e del brodo vegetale e fate cucinare per 5|10 minuti, mescolando continuamente. Aggiustate di sale, se necessario.

Avrete così la vostra salsa “gravy” per condire il pollo.

Impiattate con le due verdure.

Ritorniamo all’angolo del musicofilo.

Si può sostenere un’etichetta deliziosa, che sta passando qualche momentaccio? Io penso di sì.

Ecco quindi cosa dicono nel loro sito, prima luogo d’acquisto di tapes in un un mondo very low-fi.

L’etichetta si chiama Wonder Beard Tapes. Bontà loro, sul loro Soundcloud, troverete molti pezzi dei loro precedenti artisti.

WE’LL BE BACK

After some shitty months of financial, social and mental hardship things are starting to take shape again.
These things take time, and for that I apologize.
All back-orders should be shipped. If you are missing an order please reach out and I’ll make it right.

details.. questions.. concerns.. complaints..
wonderbeardtapes@gmail.com

Intanto, qui 3 pezzi dei Ghibli. E buon’estate a tutti!

Tortelli alla Ste

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Ed eccoli qua, i miei tortelli. Un ripieno rivisitato, rispetto alla tradizione. E un impasto aromatizzato.

Vediamoli nel dettaglio.

Tanto per cominciare, il ripieno. Frutto di un avanzo di un ottimo bollito, ho messo insieme 100 g di vitello, 150 g di cappone, 200 g di manzo. A questi ho aggiunto 100 g di mortadella, 100 g di prosciutto crudo, 3 uova, 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, mezza noce moscata e la buccia di mezzo limone grattugiata. Tritata la carne, la mortadella e il prosciutto. ho aggiunto gli altri elementi e ho mescolato per bene il tutto. Ne ho ricavato un impasto uniforme, umido il giusto e ben equilibrato negli aromi.
PS: il ripieno ottenuto è moltissimo. Per 4 persone ne basterà un pugno.

Per la pasta all’uovo, il procedimento è sempre lo stesso. Andate a vedere il post in cui si parla di pasta all’uovo (per 2 persone) fatta con 3 tuorli di uova, 90 g di farina 0, un pizzico di sale, un po’ di albume se la pasta fosse troppo dura…

In questo caso, mentre tiravo la pasta con la mia Imperia, ho aggiunto delle foglie di salvia, oppure fdi rosmarino, o ancora di menta. Così la pasta prende tre differenti sapori. Molto delicati e interessanti.

Per il brodo, fate un classico brodo di carne con cappone, manzo e vitello, più un paio di pezzi di osso. Aggiungete sedano, cipolla, carote, prezzemolo, alloro, ginepro, grani di pepe. Fate a sentimento. Comunque andrà bene.

Dopo averlo fatto bollire per un paio di ore, toglieyte la carne, aschiumate e mettete a raffreddare. Il giorno successivo, togliete il grasso in eccesso.

Se volete ottenere un brodo bello chiaro, allora sbattete a neve 3 albumi di uovo. Aggiungeteli al brodo e mettete sul fuoco. Con una frusta cominciate a mescolare, finché il brodo avrà preso il bollore (è la parte più noiosa). Poi lasciate cucinare per 45 minuti. A quel punto, gli albumi avranno raggruppato tutte le impurità del brodo e il vostro sarà limpido come acqua di fonte.

I tortelli li ho fatti ottenendo dei quadrati dalle strisce di pasta di circa 10 cm di lato. Spennellate con dell’albume il foglio di pasta, ponete una pallina di ripieno sul lato basso della pasta. Un paio di centimetri separano una pallina dall’altra. Le palline saranno a circa un paio di cm dal lato basso. Quando richiuderete il lembo superiore a quello inferiore, otterrete i ravioli veri e propri, schiacciando con i polpastrelli tra una pallina e l’altra. Attenti a fare uscire tutta l’aria. Sigillate con il taglia pasta seghettato.

Nel brodo salato al punto giusto, fare cucinare per circa 15 minuti. Poi fate riposare per altri 15 minuti a fuoco spento.

Be’, spero di essere stato abbastanza chiaro.

Ora la musica. I Death In Vegas sono sempre stati uno dei miei gruppi elettronici preferiti. Forse sono sconosciuti. Ma questo pezzo è seminale per il genere. Sto parlando di «Hands Around My Throat». Ascoltatevelo. E buona Pasqua, per quel che vale…

Gnocchi viola

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A un amico dovevo un episodio raccontato in «IT Crowd», geniale telefilm britannico, che racconta di due nerd del servizio di information technology di un'azienda e della loro capa, che di IT non sa proprio nulla.

Ecco il racconto.

L'azienda nomina periodicamente il «dipendente del mese». Un modo pomposo per fare «gruppo», secondo logiche manageriali alquanto discutibili. Comunque, succede che tocchi anche alla capa dei due nerd. Lei, orgogliosa della cosa, pensa di swcrivere un discorso da tenere davanti al top management aziendale. Dopo essersi alambiccata per ore su cosa scrivere (scrivendo su un foglio bianco prima «Hi!», poi «Hello!», ecc.) prende la decisione di farsi aiutare dai due. Questi trovano così l'occasione eccellente per prendere in giro la capa. Le propongono di fare un colpo da maestro: portare ai manager «la internet», e - così dicendo - le consegnano come fosse l'Arca dell'alleanza, una scatola nera con una lucetta lampeggiante sopra. Lei va in estasi. Convinta di fare un colpaccio si presenta nella sala riunioni. Comincia il discorsetto e poi... zac! Tira fuori «la internet». I due nerd, che se ne stanno in fondo alla sala, si stanno aspettando le grasse risate dei dirigenti. Ma, con stupore dei due, non succede nulla. Anzi! Tutti si accalcano attorno alla ragazza per vedere e toccare da vicino "la internet". «Attenzione - ammonisce lei -, se dovesse cadere, il mondo come lo conosciamo oggi verrebbe distrutto!». Neanche a dirlo, il boss dell'azienda, che stava correndo dietro a una pollastrella (come le identifica lui), dal corridoio sfondo la parete di carton gesso della sala, piomba all'interno, «la internet» cade a terra...

Veniamo adesso alla ricetta.

Dopo aver scoperto (io, ovviamente) le patate vitelotte, ieri ho fatto gli gnocchi. Avrei voluto accompagnarli con dei frutti di mare, delle conchiglie (che ne so, delle vongoline, per esempio), ma bisogna anche fare i conti con quello che si trova di freschissimo in giro. Quindi, Per il primo giro, mi sono limitato a farli al burro fuso con salvia. Ve li propongo comunuqe, perché queste patate sono davvero particolari (cromaticamente), ma anche buone e con belle proprietà organolettiche. Sono ricche di antiossidanti, per cominciare, hanno proprietà antitumorali, non contengono glutine (può essere importante!) ed erano le preferite di Alexander Dumas (padre).

Bene, vediamo le dosi per 4 persone. Prendete 500 g di patate vitelotte, bollitele in abbondante acqua salata. Io le ho bollite con la buccia, una volta cotte, le ho tagliate a metà e le ho schiacciate così, con lo schiacciapatate. Assaggiate e in caso aggiustate di sale.

Versate su un tagliere le patate schiacciate e aggiungete 150 g di farina bianca. Mescolate con un uovo e un tuorlo. Impastate per bene il tutto. Prendete dei pezzi di impasto e fateli rotolare sul tagliere, così da ottenere dei serpentelli di patata, compatti e regolari.

Tagliate a pezzetti di circa un paio di centimetri. Segnate con i denti di una forchetta. I vostri gnocchi sono pronti.

Per la cottura: fate bollire abbondante acqua salata. Al bollore, versate gli gnocchi nella pentola e raccoglieteli con una schiumarola appena vengono a galla. Possono essere conditi in un'unica padella con del burro fuso precedentemente con qualche foglia di salvia.

Ecco la nuova canzone di Gorillaz/James Murphy/André 3000: «DoYaThing».