Tagliata con fagiolini

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Un secondo sfizioso per gli amanti della carne. Con un contorno delicato e una salsa digeribile.
Ho fatto questa mia tagliata prendendo mezzo chilo di roastbeef. L’ho fatto rosolare in padella bene su entrambi i lati. La carne l’avevo precedentemente leggermente unta e salata. Nella padella ho messo un po’ di olio, una noce di burro, rosmarino, salvia e qualche bacca di ginepro schiacciata, così da far uscire bene l’aroma.
Una volta rosolata bene, ho messo la carne in forno a 180 °C per circa mezz’ora. Lasciata raffreddare, l’ho tagliata. Il sugo l’ho raccolto e pulito insieme al fondo della padella per poi versare qualche goccia sulla carne nel piatto.
Come accompagnamento, ho preso dei fagiolini un po’ particolari: se si intravvede dalla foto, sono lunghi e dal diametro cilindrico, non schiacciati. Sono stati semplicemente bolliti in acqua salata, lasciati raffreddare e conditi con olio.
A lato, un cucchiaio di salsa senape al pepe verde, accortamente diluita con un po’ di olio, così da renderla meno aggressiva nei confronti del palato.
Bon appetit!

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Un po’ di musica? Un po’ di musica, oh yeah!

Rieccoci alla Double Denim Records, che ci propone un singolo dei Mind Enterprises. Dietro questo pseudonimo, si cela un altro italiano emigrato all’estero per fare dell’ottima musica (così come Porcelain Raft e Banjo Or Freakout). Si tratta di Andrea Tirone, un giovane produttore musicale di Torino, che ora fa base a Londra, dove ha esportato la sua cultura dance. Il brano che vi propongo qui è il lato B del singolo e si intitola «Sister». Davvero niente male!

PS: chi volesse ordinare direttamente il disco dalla casa discografica, clicchi qui.

That’s mayo, babe!

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Da molti è considerata un feticcio. Buona da mangiare, impossibile da fare. Niente di più falso, per quanto riguarda il fare, ovviamente. La maionese è semplice, basta seguire alcuni accorgimenti di base. L’ho fatta pure io! Poi, si presta a infinite variazioni: con l’arancia (l’ho usata con il polpo), con il tartufo per i più ricchi, con il basilico per darle una punta fresca… Questa è la versione di base.

Primo accorgimento: dotarsi di un uovo fresco a temperatura ambiente.

Secondo accorgimento: prendere un cucchiaino di senape, che aiuta la maionese a stare insieme.

Terzo accorgimento: meglio usare una forchetta e una scodella di terracotta: è meglio di una di metallo dove non viene niente (forse perché il metallo è freddo, inerte). Non servono fruste, come vedete.

Ok. Abbiamo rotto l’uovo e preso solo il tuorlo: per separarlo bene dall’albume, mettiamolo nell’incavo del palmo della mano: uscirà lentamente tutto l’albume, lasciando il tuorlo pulito.

Nella scodella di terracotta avete già messo il cucchiaino di senape (normale, liscia, non in grani). Fate cadere il tuorlo. Con la forchetta uniteli mescolando tranquillamente, ma continuamente. Quando dopo pochi secondi le due parti sono miscelate, prendete l’olio di semi di girasole e versatene un po’ a filo. Con il dorso della forchetta mescolate, immaginandovi di dover schiacchiare l’olio nell’uovo. Quindi, un movimento dall’alto verso il basso e non viceversa. quando l’emulsione comincia a comporsi, aggiungete ancora olio. Se vi fermate e riprendete non succede niente. Certo, non andate a farvi un giro. Ok, proseguite mescolando e aggiungendo l’olio. Quando la quantità di olio aggiunto è di circa 100 g, allora siete pronti per aggiungere un pizzico di sale e una bella spremuta di mezzo limone. Mi raccomando: spremuto con lo spremiagrumi: non avrete semi e pezzi di polpa che girano. Riprendete a incorporare il tutto. Assaggiate per verificare il grado di acidità e di salatura: corrreggete se necessario. Quando la salsa sarà omogenea, liscia, gonfia, potete coprirla e metterla in frigorifero. La vostra maionese è pronta. Così non comprerete più quelle cose che vendono in tubetto o in barattolo. That’s mayo, babe!

Music, now!

Vi propongo questo gruppo, pubblicato dalla Atelier Ciseaux, che si chiama MOUNT EERIE. Elettronica dolce e ipnotica: proprio quello che ci vuole per cucinare al meglio 🙂

La canzone qui si intitola «To The Ground».