La mia tart al rabarbaro

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Dando seguito a richieste pressanti che mi venivano da casa, mi sono cimentato con il rabarbaro. Trattasi di un vegetale pressoché sconosciuto (perlomeno nella sua forma originaria) nelle nostre zone. anche se è noto per il suo uso nei liquori amari (da questo forse la credenza che il rabarbaro sia amaro). Mentre è usato in cucina in moltissimi modi nei paesi del nord Europa, soprattutto Inghilterra e Irlanda (capito, Rick?). Be’, a vederlo il rabarbaro è bellissimo. Ha la forma dei gambi di sedano, ma ha una buccia dal bel colore rosso aragosta. Una volta sbucciato (così come si fa con il sedano, appunto), la parte interna è bianco verde, dalla consistenza spugnosa e coriacea, simile a quella della canna da zucchero. Ha un leggero profumo come di mela acerba e al gusto è estremamente delicato.

Ora, attratto da questo vegetale, mi sono dilettato in una piccola torta o tart, come mi piace chiamarla a “la francese”, poiché è di frolla ed è bassissima.

Allora, prendete 3 gambi di rabarbaro. Sbucciateli e tagliateli a tocchetti larghi 2 cm circa. Prendete un limone non trattato e tagliate un paio di strisce della scorza (solo la parte gialla). Prendete una mezza stecca di cannella.

Ora, in una pentola, mettete 4 cl di acqua e 120 g di zucchero (se avete quello liquido è più comodo). Scaldate l’acqua a fuoco basso mescolando per far sciogliere lo zucchero. Poi aggiungete la cannella e il limone e fate sobbollire. Poi il rabarbaro. Fate bollire con la pentola coperta a fuoco medio per circa 5 minuti. togliete dal fuoco e lasciate riposare un quarto d’ora. A quel punto il rabarbaro dovrebbe essere tenero. Scoperchiate e lasciate raffreddare.

Intanto fate la vostra frolla. In un miscelatore (ma potete, come sempre, farla a mano) mettete nell’ordine: 80 g di farina 00 e una presa di sale (mescolate); 60 g di burro da frigo tagliato a tocchetti (mescolate); 30 g di zucchero di semola e 2 tuorli di uova (mescolate); 1 cucchiaio di acqua fredda (mescolate: se la pasta fosse troppo dura, aggiungete un po’ d’acqua). Fate una palla e poi un disco. Mettetela nella pellicola trasparente e lasciatela in frigo almeno mezz’ora.

Toglietela e mettetela su della carta da forno in una tortiera con il bordo apribile. Vi troverete un disco spesso circa 2 mm con un diametro di 1|2 cm più ampio del fondo della tortiera: l’eccedenza vi servirà da cornicione rialzato (per usare un termine caro ai pizzaioli) della vostra tart. Fatela cuocere nel forno preriscaldato a 180 °C. Dopo circa 10 minuti, toglietela e foratela qua e là con una forchetta e spennellate il fondo con un paio di cucchiai di marmellata. Io ho usato quella di ciliegie della tenuta Serego Alighieri: squisita. Rimettetela in forno altri 10 minuti. Attenzione a non farla bruciare, ovviamente.

Toglietela dalla tortiera e mettetela a raffreddare in frigorifero. Dopo una mezz’ora, toglietela e farcitela con i pezzetti di rabarbaro, che saranno stati accuratamente scolati dal liquido. Quello stesso liquido, poi, dal quale avrete tolto le bucce di limone e la cannella e che avrete fatto addensare sul fuoco riducendolo di un terzo fino a ottenere uno sciroppo denso, lo userete per coprire la farcitura della tart.

Bene, ora in frigorifero ancora è pronta per essere mangiata!

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Arriviamo alla musica. A proposito di Irlanda, ecco l’ultimo brano dei Girls Names, che sarà a breve pubblicato dalla Tough Love Records. Il brano è «A Troubled See». Gustatevelo e comprate il disco 🙂

 

La torta di cioccolato con lamponi e mirtilli

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Ecco una bella ricetta, che funziona. L’ho imparata da Michel Roux jr., che l’ha presentata in un recente Masterchef Professionals. Semplice da fare. Innanzitutto, fate una palletta di pasta sucrée (simile alla frolla), realizzata con 125 g di farina 00, 50 g di burro, 50 g di zucchero a velo, 1 tuorlo d’uovo, una presa di sale. Fate una fontanella con la farina, mettete il burro tagliato a dadini e lo zucchero a velo e cominciate a mescolare, pizzicando l’impasto. Aggiungete il sale e il tuorlo d’uovo. Dovrete ottenere un composto sabbioso. Impastatelo spingendolo con il palmo della mano via da voi. Quando il composto sarà omogeneo, mettetelo nella pellicola trasparente in frigo per circa mezz’ora.

Preparate la ganache al cioccolato. Prendete 250 g di pannna fresca e aggiungete 25 g di zucchero liquido o di glucosio. Mettete sul fuoco. Appena comincia ad avvicinarsi al bollore, togliete il pentolino. Aggiungete 200 g di cioccolata elastica fondente al 70% (tipo quella delle uova di Pasqua) e 50 g di burro. Mescolate con una frusta, fino a ottenere una meravigliosa crema densa e omogenea.

Prendete dal frigo la vostra frolla, stendetela (in fretta e su un piano lisco e freddo: deve rimanere fredda) sottile circa un paio di millimetri. Stendetela sopra una tortiera e sistematela con le dita. Mettetela in forno a 180 °C per 10|15 minuti, finché non sarà cotta. Toglietela e fatela raffreddare. A quel punto, riempite il vostro contenitore di frolla con i lamponi freschi e i mirtilli. Ci vorranno circa 250 g di frutta fresca. I frutti dovranno risultare molto vicini. Coprite poi con la crema ganache. Mettete in frigo. Dopo un paio d’ore, la torta sarà pronta per essere servita. Fate la fetta aiutandovi con un coltello bagnato sotto l’acqua bollente e poi asciugato. ricordate che la ganache non sarà mai dura, ma tende comunque a rompersi. Spolverizzate con un po’ di zucchero a velo.

A Masterchef l’ho visto fare delle decorazioni molto carine con la cioccolata fondente fusa. Sbizzarritevi anche voi, se vi pare.

Ecco fatto, ora abbiamo un dolce per il 1° maggio 🙂

E per la musica? Ecco a voi i Blackbird Blackbird (non è un errore: il nome è doppio). La canzone è «New Leaf». Se vi piacciono, provate a cercare qualcosa in giro…