Vellutata di ceci con asparagi verdi e pecorino toscano

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Ogni tanto si infila il post notturno. Ogni tanto capita di essere poco propensi a dormire. Quindi, perché non gettarsi su quello che più mi piace fare, cioè scrivere e cucinare (oltre a tante altre cose, che qui però non contano…)?
Dunque, eccomi alle prese con una ricetta che ho preso dalla Cucina Italiana di aprile. Non posso certo impossessarmi di ciò che non è mio!
Solo qualche modifica. Primo, la fanno con il brodo di carne, e io ho usato un buon brodo vegetale fatto da me (sedano, carota, cipolla, prezzemolo, alloro e un bicchiere di vino bianco secco); secondo, io ho fatto un fondo di farina e olio in cui cucinare la vellutata, che sulla rivista non era indicato. E poi, loro non parlano di che ceci usano, ma dai tempi di cottura si tratta di quelli in scatola…
Io ho usato quelli secchi, presi dal civaiolo di Firenze, se qualcuno lo ricorda. Bene, ma proviamo ad andare con ordine.
Presi 350 g di ceci secchi e messi in ammollo per 6 ore. Messi a cucinare in circa 2 litri di brodo vegetale e con l’aggiunta di un paio di carote tagliate e rondelle e una costa di sedano. Dopo circa mezz’ora, ho frullato il tutto. Da parte, nel frattempo, ho preparato una base con 50 g di olio messo a scaldare in una pentola. Ho aggiunto 50 g di farina e con la frusta ho fatto cucinare per 5 minuti. A quel punto, ho aggiunta la zuppa frullata. L’ho lasciata andare ancora per mezz’ora, aggiungendo del brodo per non farla diventare troppo densa.
Ho preso un mazzo di asparagi verdi, li ho pelati e tagliati per il lungo. Con una padella larga, li ho cucinati in un po’ di olio e un mezzo cucchiaio di brodo per 15 minuti. Alla fine, salati e pepati. Sul tagliere, ho preparato una dadolata con circa 100 g di pecorino toscano (è della giusta consistenza) e ho tagliato a dadi un paio di fette di pane toscano. Quest’ultimo l’ho fatto tostare in padella con un po’ di burro.
Ho assemblato il tutto (la vellutata, il formaggio, il pane e sopra gli asparagi) e la minestra eccola qua!

Vellutata di piselli con guanciale croccante

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Eccomi di ritorno, carico a pallettoni 🙂 Non crediate che mi sia dimenticato di voi! Sono passati alcuni giorni dall’ultima preparazione. Ma sono andato a fare il pieno di salute psicofisica al mare, nella Romagna mia. Ho visto il concerto del gruppo con le più belle gambe del rock di questi anni, cioè le Dum Dum Girls, al Bronson. Le ragazze californiane, capitanate da Dee Dee, hanno fatto una performance, dal punto di vista della loro tecnica e del piglio sul palco, impeccabile. L’introduzione della nuova bassista Malia James, autrice del video «Coming Down» e di una bellezza imbarazzante, ha portato nuovo groove al suono della band. Peccato per il mixing audio, che ha penalizzato la voce di Dee Dee (tra l’altro in ottima forma).

In fondo, vi posterò il video della canzone. Molto bello e canzone toccante. Come dice Dee Dee: «Scrivi solo di cose che conosci». Saggia, la ragazza!

Torniamo alla cucina.

Da qualche tempo, le verdure stanno cambiando. La primavera si vede anche lì. Sui banconi dei verdurai spuntano i piselli, legumi assolutamente squisiti e che appartengono alla dieta italiana sotto migliaia di forme. Io non ne sono un grande estimatore, anche perché (e non chiedetemi il perché!) ho un problema con il colore verde. A meno che non siano le erbette del mio balcone 🙂

Comunque, anche sotto la pressione di chi mi sopporta tutti i giorni, mi sono prodigato in questa vellutata. Ricetta base, senza fronzoli. Per 2 persone. Base della besciamella: quindi, fate sciogliere 25 g di burro e aggiungete 25 g di farina. Fate cuocere a fuoco lento per 5 minuti (così scompare il sapore di farina), continuando a mescolare bene con una frusta. A quel punto, aggiungete 250 cc di brodo vegetale. A filo e mescolando continuamente. Il brodo ovviamente deve essere bollente. A parte, ne terrete ancora di brodo, per allungare la vellutata al vostro piacimento

In una pentola, con acqua bollente salata, fate cucinare 300 g di piselli freschi e una patata piccloa tagliata a pezzetti. Quando la patata sarà cotta (ci vorranno 15 minuti), passate tutto al minipimer, aiutandovi con un po’ di brodo per mantenerla un po’ morbida. Aggiungete anche 2|3 cucchiai di olio e frullate bene.

A quel punto, aggiungete il composto ottenuto al fondo di cottura che avete preparato. Fate andare sul fuoco moderato e continuate a mescolare. Aggiustate di sale, se ce n’è bisogno.

A parte, tritate del prezzemolo fresco. Poi prendete una fettina di guanciale e tagliatela a listerelle. Mettete a soffriggere, finché diventa croccante. Servite la vellutata in una ciotola, aggiungete un po’ di prezzemolo, qualche pezzettino di guanciale croccante, un filo d’olio. Eccola lì la vellutata, buona e delicata.

Ed ecco, come promesso, il video delle Dum Dum Girls «Coming Down».

Crema di cavolfiore con croccante di guanciale

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Rieccomi alle prese con le creme. In questo caso, trattasi di vero “svuota frigo2, poiché dopo un pinzimonio notevole, avevo avanzato poco più di mezzo cavolfiore. E inoltre, da una recente amatriciana, giaceva ancora nel frigo un pezzo di squisito guanciale. Così, messi insieme 2 scalogni, 2 patate, 1 bicchiere di latte,  20 g di burro un filo d’olio, una spolverata di paprika forte e qualche rametto di timo dal mio balcone, la crema si è fatta da sola.

Nel dettaglio, è stato sufficiente tritare finemente gli scalogni e farli soffriggere lentamente nel filo di olio in una pentola alta. Fatta questa operazione, si può butttare la verdura (patate tagliate a tocchi e cavolfiori a fiori), farla insaporire a fuoco svelto, poi aggiungere un litro di brodo, abbassare il fuoco, coprire e lasciar andare per circa 1 ora. Quando le verdure saranno ben cotte e il liquido ristretto quasi del tutto, allora potete aggiungere il latte e il pezzetto di burro. Con il minipimer fullatre il tutto e ridurre in crema. Versare in una ciotola, aggiungendo le strisce di guanciale scottato al punto da farlo diventare croccante. spolverizzate con la parika, un po’ di timo e qualche goccia di olio. E il gioco è fatto 🙂 Forse è l’ultima pietanza dell’inverno. Che ne dite?

E mentre io sono qui che scrivo, c’è chi si sta dando da fare nella rovente kermesse di Vinitaly a Verona. Tra questi, due amici che lavorano una per la Cantina Masi e un altro nello stand del TrentoDoc. Un abbraccio a entrambi 🙂

Rieccoci alla musica. Come molti sapranno, ci stiamo avvicinando al Record Store Day, che quest’anno si svolge il 21 aprile (il penultimo sabato di aprile di ogni anno). Uno dei gruppi rock più amati degli ultimi tempi, gli Arctic Monkeys, darà alle stampe, tramite la loro casa discografica Domino Recordings, il pezzo «R U Mine?».

In anteprima, potete ascoltarlo qui.