Tagliatelle allo zafferano con cime di rapa

20121015-115508.jpg

CRi miei, non si finisce mai di provare, di fare modifiche, di cercare risultati insperati. Ed ecco che, tanto per inventarsi qualcosa, ho deciso di fare la tradizionale pasta con le cime di rapa secondo la mia versione modificata. Innanzitutto in questo modo si accentua il sapore della pasta, l’effetto cromatico perde il classico verde, bianco e rosso (ogni tanto varrebbe la pena farci caso che la pasta nelle sue diverse preparazioni, vira sempre sul tricolore…) per acquistare il giallo acceso. Sempre il giallo del sole, del calore, della vita.
Vabbe’, oltre la poesia ripetiamo come fare la pasta. Le dosi sono per 2 persone, quindi regolate i con i multipli. Prendete 100 g di farina 0, 40 g di acqua tiepida, un pizzico di sale e via a impastare. In questo caso, nell’acqua tiepida avrete sciolto 5/6 stami di zafferano. Impastate bene, ottenete la vostra bella palla di pasta liscia e lasciatela riposare una decina di minuti.
Poi, per coloro che non volessero provare a tirare la pasta a mano, c’è sempre l’amica macchinetta Imperia. Quindi, tirare la pasta e tagliarla a tagliatella.
In una pentola con abbondante acqua salata, mettete a bollire le cime di rapa (ci sono le prime, proprio ora), dopo aver tolto i gambi più coriacei. Quando sono lessate, toglietele, tenendo però l’acqua di cottura.
In una padella, fate soffriggere uno spicchio d’aglio con un po’ d’olio. Quando sarà ben caldo, unite 3 filetti d’acciuga, spegnete e fateli sciogliere nella padella. Aggiungete del peperoncino e le cime di rapa. Quando la pasta sarà pronta, gettatela in padella con un po’ di acqua di cottura. Saltate le tagliatelle e servitele.
Vedrete che bellezza le tagliatelle gialle zafferano, con quel gusto inconfondibile, mescolato alla prepotenza delle cime di rapa!

20121015-115458.jpg

 

Per la musica, ecco l’ultima proposta di The Sweets Sound Of Nothing. Si tratta di Sam Flax, un artista americano di cui so veramente poco, ma che musicalmente mi attizza un bel po’ 🙂

Ascoltatevelo e comprate i dischi!

Annunci

Filetto di maiale alla Ste

Immagine

Ecco un bel secondo di panza e di sostanza. Pochi fronzoli, ché a noi piacciono le cose muscolari.

Prendete un filetto di maiale ben parato (fatelo fare al vostro macellaio se non siete particolarmente abili con i coltelli e i pezzi di carne).

Tagliatelo a pezzi alti circa 3 dita. Avvolgete intorno delle fette di guanciale e annodate con spago da cucina.

Sbucciate delle patate e bollitele in acqua salata. Quando saranno cotte, ripassatele in un padella, in cui metterete del brodo in cui avrete sciolto dello zafferano, con un po’ di burro. Le patate assumeranno così un bellissimo colore giallo e il caratteristico sapore di questa spezia.

Tagliate delle punte di asparagi verdi (7|8 cm) e sbucciatele. Mettetele in una padellina con un po’ di burro e fateli cucinare per una decina di minuti. Aggiustate di sale e pepe bianco.

Prendete delle carote con il ciuffo, se vi piace, e sbucciatele. Fatele cucinare in una padella con acqua ghiacciata al livello delle carote e, quando sarà asciugata quasi del tutto, mettete del burro e finite la cottura. Aggiustate di sale.

Tagliate a fettine sottili un rapanello o un ravanello, che dir vi piaccia.

Componete così il piatto e … buon appetito!

Immagine

Passiamo alla musica? ma sì, dai! C’è un gruppo, composto da due sorelle, che si chiama 2:54. Non chiedetemi cosa significhi, perché proprio non lo so. Sono londinesi e sembrano in costante ascesa. Io, modestamente, le avevo scoperte quando avevano fatto il loro primo singolo, un paio di anni fa.

Ecco un brano tratto dal loro ultimo singolo, «Creeping».

L’oro italiano

20120310-024124.jpg

Ok, mi sono detto. Vuoi andare a MasterChef? Tocca fare qualcosa di facile, gustoso e originale. E qui serve anche per riscattarmi dai tonnarelli. Ciò non toglie che domani tornerò all’antico 🙂
Allora, mi sono detto: per cosa è famosa l’Italia? No, non solo per la mafia. Anche per il sole e il mare, oltre alle belle cose da ammirare nei musei (quando li trovate aperti…).
E allora, ho detto, visto l’avvicinarsi anche della primavera, che sole sia!
Perciò, un bel piatto giallo. Giallo come l’oro, appunto. E giallo come il sole, anche. Risotto allo zafferano su biscotto di Parmigiano Reggiano con carciofini e scorza di limone.
La ricetta è semplice. Cominciamo dal biscotto. Tutte le dosi sono per 2 persone.
Biscotto di Parmigiano
Prendete 2 tuorli d’uovo, sbattetelo e aggiungete circa 60 g di Parmigiano Reggiano. Lavoratelo finché diventerà una crema molto liscia e densa. Aiutandovi con un coppapasta (se proprio volete la forma circolare) spalmate sulla carta da forno la crema. Poggiate sulla placca e infornate a 180 gradi. Toglietelo solo quando sarà ben biscottato (circa 15 minuti, mi pare; comunque tenetelo d’occhio).
Carciofini
Prendete 3 carciofi, di quelli piccoli e deliziosi anche crudi. Se siete fortunati e trovate i “violetti di Sant’Erasmo” ancora meglio. Dopo aver tolto le foglie più esterne e tagliata la punta, metteteli tagliati a metà in acqua acidulata con il limone. Come si sa, serve a evitare che anneriscano. I carciofi, ricchi di ferro, si ossidano immediatamente a contatto con l’aria.
Scottateli in una padella in cui avrete fatto soffrigge in un paio di cucchiai di olio di oliva uno spicchio d’aglio. Aggiungete un mestolo di brodo vegetale bollente e coprite. Dopo 10 minuti saranno cotti.
Risotto allo zafferano
Procedimento classico, ma che vale sempre la pena ricordare. Padella con olio. Uno scalogno tritato finemente. Soffriggete piano lo scalogno, finché comincia a sciogliersi. Aggiungere 120|160 g di riso vialone nano (dipende se avete poca o tanta fame). A fuoco medio, tostate il riso. I chicchi si sigillano e non fuoriuscirà l’amido durante la cottura. Aggiungete un mestolo di brodo bollente, fino a coprire abbondantemente il riso. Lasciare andare senza toccare. Nel frattempo, prendete qualche stame (o stima) di zafferano abruzzese, sardo, fate voi. Scioglietelo nel brodo. Quando il riso sarà asciutto, aggiungete il brodo con lo zafferano. Fate lo stesso procedimento per circa 15 minuti, finché il risotto sarà cotto a dente. Aggiungete un pezzetto di burro, fate sciogliere, spegnete e aggiungete una bella manciata di Parmigiano grattugiato. Fate riposare coperto per 5 minuti.
Mettete nel piatto il biscotto. Sopra appoggiate il risotto. Sul risotto posizionate delicatamente 3 metà dei carciofi. Guarnite con qualche filo di scorza di limone e un filo di olio.
Delizioso. Il gusto morbido e rotondo del riso con la nota leggermente amarognola dello zafferano va a sposarsi con l’amaro palco più intenso del carciofo e l’acido del limone. Il biscotto bilancerà con la sua nota grassa e dolce.

Arriviamo alla musica. Un grande vecchio del funk sta per dare alle stampe un nuovo disco. Non avrebbe bisogno di presentazioni, visto che è dal 1960 che è sulla scena. Ma Bobby Womack va ascoltato ancora per quello cheriesce a dare. Anche in una cornice di musica e arrangiamenti moderni, la sua voce si sprigiona calda e avvolgente come quarant’anni fa, appunto. È stato quel demonio di Demon Albarn (fondatore dei Blur e artefice dei Gorillaz) che ha richiamato al lavoro Bobby nei ultimi 2 album dei Gorillaz, «Plastic Beach» e «The Fall». Poi, una intraprendente casa discografica inglese, la XL Recordings, ha messo sotto contratto il grande vecchio, facendogli fare un disco che promette molto bene. Questo il singolo, da poco online: «Please Forgive My Heart».

Bobby Womack – Please Forgive My Heart

Pollo allo zafferano con radicchio e pinoli

Image

Eccoci con il petto di pollo. Pètto di póllo, come direbbe la mia amica braidese. Come si sa, i piemontesi hanno tutte le vocali storte: quel che è chiuso suona aperto, quel che è aperto suona chiuso… Bah! Comunque, son simpatici lo stesso :)Il petto di pollo questa volta con lo zafferano. Si prepara una marinata a base di un paio di carote tritate, una mezza cipolla bianca tritata, erbe varie tritate (io ho messo salvia e rosmarino), un bicchiere di vino bianco con sciolti dentro degli stami di zafferano. Mettete in una bacinella i petti di pollo puliti e copriteli con il trito, poi con il vino e lo zafferano. Il tutto dovrebbe essere sufficiente a coprire il pollo. Coprite la bacinella con della pellicola e lasciate in frigorifero per almeno un’ora, così che la marinatura venga al meglio.

Dopo questa operazione, scolate dalla marinata i polli e metteteli in una padella con dell’olio caldo. Fateli ben rosolare sui due lati. Coprite (o mettete al forno) per 15 minuti.

Tagliate a dischi e mettete nel piatto, sopra del radicchio e con dei pinoli tostati leggermente.

Un filo d’olio e il gioco è fatto!

Divertitevi anche voi 🙂

Per le orecchie, vi propongo gli Holy Other con «Yr Love».